CGIL Calabria: lavoro, sanità e crisi Occupazionale al centro del dibattito

La CGIL Calabria denuncia con forza le criticità che affliggono diversi settori strategici della regione, dal commercio alla sanità, fino alla questione occupazionale legata alla Centrale del Mercure. Tre emergenze che necessitano di risposte immediate e strutturali.
Grande Distribuzione: sfruttamento e illegalità dietro i numeri
Il settore della grande distribuzione organizzata in Calabria conta quasi 100.000 addetti, con un valore economico superiore a molti settori tradizionali. Tuttavia, dietro questa apparente prosperità si celano sfruttamento, illegalità ed evasione fiscale.
Le recenti inchieste hanno svelato come grandi marchi nazionali e internazionali, una volta giunti in Calabria, abbandonino i valori etici per perseguire il massimo profitto a scapito della dignità dei lavoratori. Leggi anti-labour, part-time involontario usato come strumento di evasione contributiva e sindacati compiacenti hanno reso il contesto ancora più drammatico.
La FILCAMS CGIL Calabria ribadisce che non si farà intimidire dalle aziende che minacciano o penalizzano chi aderisce al sindacato e continuerà a difendere ogni lavoratore, portando avanti battaglie legali e presidiando i processi per sfruttamento lavorativo. La Regione Calabria chiarisca subito il destino della Legge Regionale sul Commercio, fondamentale per regolamentare il settore e contrastare l’emigrazione forzata.
Sanità: stato di emergenza e inefficienza gestionale
La decisione del Governo di dichiarare lo stato di emergenza per il sistema ospedaliero calabrese, al fine di velocizzare i lavori finanziati dal PNRR, smentisce le rassicurazioni date fino a pochi mesi fa dal presidente-commissario per il Piano di rientro.
«Se dopo vent’anni di emergenza sanitaria servono ancora poteri straordinari, significa che le gestioni commissariali hanno fallito», denuncia la Segretaria Generale FP CGIL Calabria, Alessandra Baldari. La Calabria ha già sperimentato soluzioni emergenziali in passato, senza risultati concreti. Perché il presidente-commissario non chiede piuttosto la deroga ai tetti di spesa per il reclutamento di personale sanitario?
Il sindacato sottolinea anche le gravi criticità della gestione sanitaria regionale, tra cui ritardi nei pagamenti del personale del pronto soccorso e l’invio dei cittadini verso strutture private convenzionate per esami di prevenzione, a dimostrazione delle carenze del sistema pubblico. La CGIL chiede interventi strutturali e investimenti in risorse umane, non scorciatoie emergenziali.
Centrale del Mercure: una crisi occupazionale inaccettabile
La CGIL Calabria e la FILCTEM Nazionale chiedono l’immediata convocazione di un Tavolo Anticrisi al Ministero, in seguito alla norma approvata in Consiglio regionale che decreta di fatto la chiusura della Centrale del Mercure, mettendo a rischio 1.500 posti di lavoro lungo tutta la filiera.
Questa decisione politica e legislativa è inaccettabile e irresponsabile, poiché cancella un modello produttivo funzionale e sostenibile per mere logiche di scontro partitico. Non esiste alcun riscontro scientifico che dimostri un’insostenibilità ambientale della centrale, anzi, le certificazioni di ARPACAL attestano che l’aria nella Valle del Mercure è tra le più pure d’Italia.
“Non siamo di fronte a un’Ilva calabrese”, ribadisce la CGIL, che denuncia il blocco degli investimenti e l’assenza di un confronto costruttivo. La vertenza deve essere affrontata con celerità e condivisione, coinvolgendo tutte le parti interessate per salvaguardare i posti di lavoro e il tessuto produttivo della regione.
Mobilitazione e azioni concrete: La CGIL in prima linea
La CGIL Calabria rilancia la mobilitazione su tutti i fronti: dalla lotta contro lo sfruttamento nel commercio alla difesa della sanità pubblica, fino alla battaglia per la salvaguardia dell’occupazione. Servono interventi concreti e immediati, non proclami e decisioni calate dall’alto che penalizzano lavoratori e cittadini.




