
Martedì 13 maggio, alle ore 9:30, si terrà, nella sala verde della Cittadella regionale, il convegno dal titolo: Bruciare è perdere, conoscere è proteggere. Piano Antincendio Boschivo regionale: strumenti, strategie e lavoro di squadra per il 2025. L’evento sarà inaugurato dall’assessore regionale all’Agricoltura e Forestazione, Gianluca Gallo, e dal Coordinatore regionale Antincendio Boschivo, Raffaele Mangiardi, che interverrà con un approfondimento su Evoluzione del sistema: dalla piattaforma di monitoraggio al bollettino predittivo, dalle mappe del rischio alla rete territoriale.
Alle ore 10:00 seguirà la sessione tecnica integrata focalizzata su strumenti, strategie e analisi, mentre alle 11:30 si terrà una sessione operativa dedicata a territorio, volontariato e repressione, con la partecipazione del dirigente generale della Protezione Civile, Domenico Costarella, e del direttore generale di Azienda Calabria Verde, Giuseppe Oliva.
Il convegno si concluderà, alle ore 12:30, con una tavola rotonda di grande rilievo, che vedrà la partecipazione di personalità di spicco nel panorama istituzionale e ambientale. Tra i presenti, oltre all’assessore all’Agricoltura e Forestazione Gianluca Gallo e Giovanni Calabrese, che con la sua esperienza guida le politiche legate all’Ambiente e al Turismo, a portare il contributo della gestione forestale ci sarà Domenico Pallaria, dirigente generale alla Forestazione, affiancato da Salvatore Siviglia, figura di riferimento per le questioni ambientali. Non mancherà la presenza del vicario direttore regionale dei Vigili del Fuoco Calabria, Giuseppe Bennardo, la cui esperienza è fondamentale per la sicurezza del territorio. A completare il quadro degli interventi, Michelangelo Iannone, direttore generale di Arpacal, insieme a Fulvia Caligiuri, alla guida di Arsac, e Giacomo Giovinazzo, commissario straordinario del Consorzio unico di bonifica. Infine, darà il suo prezioso contributo Rosaria Succurro, presidente di Anci Calabria, con la sua visione sullo sviluppo locale e la collaborazione tra enti.
Questo dialogo finale rappresenta un momento cruciale per raccogliere spunti e riflessioni da esperti provenienti da diversi settori, offrendo una panoramica completa sulle tematiche affrontate durante il convegno.
Esperti del settore e docenti dell’Università della Calabria arricchiranno le sessioni con interventi tematici di rilievo.
Parallelamente, il Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale ha annunciato l’iscrizione di sei nuove risorse vegetali tradizionali nel Registro regionale della Biodiversità agraria e alimentare – sezione vegetale, testimonianza della ricchezza del patrimonio agricolo calabrese. Con il decreto nº 6.704 del 9 maggio, sono state ufficialmente riconosciute sei varietà locali che rappresentano un’importante testimonianza della biodiversità agricola calabrese. Tra queste si annovera il Grano Secria, una varietà di cereale nota per la sua resistenza e adattabilità ai terreni locali; il Fagiolo Pappaluni e il Fagiolo Poverello Bianco, entrambi apprezzati per le loro qualità nutritive e il sapore distintivo. Inoltre, la Lenticchia di Mormanno, pregiata per la sua delicatezza e capacità di arricchire piatti tradizionali, affianca il Pomodoro di Belmonte Calabro, celebre per la sua polpa succosa e il gusto intenso. Completa l’elenco la Melanzana di Longobardi, una varietà dal sapore unico che rappresenta una vera eccellenza della produzione orticola locale.
L’inserimento nel Registro regionale riconosce il valore di queste varietà come risorse genetiche da tutelare e conservare, favorendo misure di salvaguardia, progetti di recupero e valorizzazione, nonché la promozione attraverso marchi di qualità. Ciò apre anche la strada a opportunità di finanziamento pubblico e a una maggiore visibilità nei circuiti della ricerca, formazione e turismo enogastronomico.
Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, sottolinea che «la biodiversità agraria rappresenta un tesoro inestimabile per la nostra regione, non solo per il suo valore ambientale, ma anche per quello economico e culturale. Con l’iscrizione di queste nuove varietà tradizionali, la Calabria rafforza il proprio impegno nella salvaguardia delle identità agricole locali e nella promozione di un’agricoltura sostenibile, legata al territorio e alla qualità. È nostro dovere preservare queste risorse per le generazioni future e sostenerne la valorizzazione anche attraverso strumenti di promozione e ricerca».
Il provvedimento sarà trasmesso al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per l’iscrizione delle risorse vegetali riconosciute anche nell’Anagrafe nazionale della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare.




