Idrografia di Bovalino (corsi d’acqua, alluvioni e canyon)

Di Antonio Ardore
Sono diversi i corsi d’acqua, torrenti e bacini idrici che caratterizzano il territorio di Bovalino e le aree circostanti. Attraverso la descrizione di fiumare, torrenti, rivoli e fonti d’acqua, possiamo evidenziare le peculiarità geografiche e idrologiche uniche di questa zona della Locride e rievocare eventi storici significativi legati a fenomeni naturali come alluvioni e frane che hanno influenzato la morfologia del territorio e la vita delle comunità locali.
Fiumara Bonamico
È uno dei più importanti corsi d’acqua della Locride. Ha una lunghezza di 26,4 km; pendenza media 9,55%; superficie di bacino 13.810 ettari; superficie dissestata 7.114 ettari. Il principale affluente è il Butramo (17,6 km). Nasce dal monte Cannavì nella valle in cui è ubicato il santuario di Polsi ai piedi del Montalto (1956 m), nel cuore dell’Aspromonte. Si ricorda la paurosa alluvione del 1590 che, con la sua piena, erose parte della montagna su cui sorgeva il paese di Potamia, causandone una frana che mise in pericolo l’abitato, tanto che il marchese di Bovalino Sigismondo Loffredo proprietario, della stessa terra spostò il paese il 18 ottobre 1592 assegnandole il nome di San Luca. Nella notte del 4 gennaio 1973, invece, ci fu un forte nubifragio che causò la frana del monte Costantino, sul quale un tempo c’era l’omonimo monastero, che produsse uno sbarramento del corso del Bonamico, creando il lago detto Costantino o degli oleandri. Questo, nei primi anni ’80 del ‘900, venne studiato sul posto da insegnanti e studenti dell’Università di Berlino, che previdero la fine del lago nel corso di qualche decennio in quanto, portando la piena materiale inerte, si sarebbe verificato l’innalzamento del bacino. Ne resta un sostrato di circa 1,50 metri anche d’estate, quando le fiumare sono in secca e corrono abbondanti acque subalvee. Sfocia nel mare Ionio in zona Frazzà, e fa da limite tra i paesi di Bovalino e Marina di Casignana.
Fiumara Careri o Platì
Un tempo detto Pioca è lungo 20 km. Nasce dal Monte Serra del Vento sopra Platì, vi s’immettono i torrenti Platì, Daconi e Gian Vittorio. Nel 1951 ruppe l’argine che lo separava dal paese di Platì provocando danni materiali. Sfocia nel mare Ionio, in zona detta San Nicola.
Torrente Pintammati
Nasce dal monte Verraro sopra Benestare e vi s’immette il vallone del Soccorso. Questo torrente fa da limite tra i paesi di Bovalino e Ardore e sfocia vicino il lido di Sant’Elena, dove era stato previsto e non realizzato il porto marittimo.
Vallone Malachia
Nasce al confine tra i comuni di Careri e Benestare, passa di lato a Bovalino Superiore fino a sfociare nei sottopassi di viale Magna Grecia. Vi scorre un rivolo d’acqua.
Rivolo Ternicola
Nasce a Pozzo e sfocia nel sottopasso stradale e ferroviario di Sant’Elena, costeggiando il viale Francesco La Cava. Non scorre acqua.
Rivolo Borrello-Sant’Elena
Nasce da Biviera attraversa la via Dromo e scorre nella zona di Sant’Elena. Nell’alluvione del 2000 ha fatto scendere da monte tanta acqua e fango che causò danni alle abitazioni che sono state costruite a lato del rivolo. Non scorre acqua.
Canyon
Col passare dei secoli le due fiumare Bonamico e Careri hanno scaricato a mare tanti detriti che hanno creato una zona che a pochi metri dal bagnasciuga s’inabissa fino a circa 500 metri. Questa zona è chiamata Fossa dai marinai, in quanto vi si recano per pescare.
Fonti d’acqua
In località Biviera si trova un biviere in cui scorre abbondante acqua e da cui la zona prende il nome. A Pozzo c’è una fonte d’acqua che sbocca alla fontana della piazza. Altre piccole sorgenti sono nel fondo Borrello-Porticella.
Mentre in zona Selvaggine, vicino Bosco Sant’Ippolito, c’è una falda in cui inizia la condotta d’acqua comunale che fornisce tutto il paese. Per quanto riguarda Bovalino Superiore, questo non aveva fonti d’acqua, tanto che nel 1929 il podestà Antonino Misiano fece realizzare una condotta d’acqua che, dal monte Verraro, sopra Benestare, portò l’acqua a Bovalino Superiore e alla marina.
Vengo da Bianco e vedo Bonamico, dopo il bivio passo sul Careri, ancora avanti sulla stessa via leggo la scritta Ponte Malachia, sotto il mercato scorre Mastro Ignazio, un rivolo di sporca acqua odora, a Sant’Elena trovo due ruscelli: dopo Colella e prima Ternicola, di Bovalino i limiti segnati vanno da Bonamico a Pintammati.
Vincenzo Guerrisi



