Vie di comunicazione di Bovalino

Di Antonio Ardore
L’abitato di Bovalino, fino agli anni ’60 dell’800, era posizionato attorno alla collina su cui sorge adesso Bovalino Superiore, formato dal borgo castello e, attorno, i borghi della Guarnaccia e dello Zopardo. Aveva due porte d’accesso: la porta di San Michele al ponte levatoio, che permetteva di entrare dalla porta Limbia al castello, pervenendo dalla marina del paese. L’altra porta, minore, era detta porta della Terra e collegava il borgo castello col borgo dello Zopardo e da questo con i villaggi di Benestare, e Careri e il monte Verraro.
Alla fine del ‘700, al termine degli attacchi turchi, il popolo, per lo più di contadini e pastori, divenne anche gente di mare e, quindi, la porta Limbia, scendendo nel vallone del Soccorso e il torrente Pintammati, permetteva di giungere al lido di Sant’Elena. Di questo periodo è il tracciato dell’attuale via Dromo, che si dice fosse un’antica strada consolare romana che attraversava e univa i paesi della costa.
Riguardo Bovalino Superiore, la vecchia strada che portava alla marina partiva da piazza Gaetano Ruffo, attraversava il borgo Guarnaccia fino al calvario, poi scendeva attraverso la vecchia mulattiera verso Pozzo e costeggiava la via Melena fino al serbatoio dell’acquedotto comunale Gelonese, arrivando fino al palazzo baronale di Donna Palumba.
L’altra strada era quella che, dalla porta Limbia, portava alle contrade Biviera, Cipparello, Amato fino a raggiungere il lido di Sant’Elena.
Col passaggio del regno d’Italia dai Borbone ai Savoia alla fine degli anni ’60 dell’800, si realizzò la strada statale 106, la strada ferrata nel 1871, e la strada statale 112. Altra strada è la provinciale 72 di San Luca.
La strada statale 106, lunga 491 km, collega Reggio Calabria a Taranto e, nel corso dei secoli, ha subito rifacimenti e inaugurato percorsi più agevoli. Alla metà degli anni ’60 del secolo scorso, si fecero diversi lavori mentre si realizzava la nuova variante per la SS 106 che, dalla fiumara Careri porta al torrente Tre Carlini, a monte di Platì, e venne migliorata la viabilità della SS 112 effettuando il taglio del castello feudale in due parti per realizzare la strada più comoda, che porta all’interno del borgo castello.
La strada statale 112 dell’Aspromonte, riclassificata come strada provinciale 2, lunga 94,48 km, che da Bovalino porta sul Tirreno e a Bagnara era invece una vecchia mulattiera, fin quando, con Legge 17 maggio 1928, venne istituita e rifatta nel percorso. In seguito, con Decreto legislativo 31 marzo 1998, la gestione passò dall’Anas al demanio della provincia di Reggio Calabria. Il percorso parte dall’innesto con la SS 18 tirrenica presso la frazione Pellegrina del comune di Bagnara Calabra, e raggiunge l’innesto con la SS 106 alla marina di Bovalino, attraversando i centri abitati di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli, Cosoleto, Delianova, Scido, Santa Cristina d’Aspromonte, Platì, Natile Nuovo, Careri e Benestare e Bovalino Superiore.
Sempre negli anni ’60 venne realizzato il nuovo tracciato che da Natile Nuovo porta direttamente alla marina di Bovalino. Attualmente la strada è impraticabile in quanto, sopra Platì, qualche anno fa, c’è stata una frana che ha in parte chiuso il passaggio a monte. Un’altra frana si era verificata con l’alluvione del 1951 e venne ripristinata negli anni ’60. L’inizio della strada è dal corso Umberto I angolo via Mario e Luigi Spagnolo fino a salire per Bovalino Superiore e per poi continuare.
Invece, nel 1912, venne rifatta la strada provinciale 72, lunga 11,92 km che, dal bivio sulla SS 106 al km 85, passando dalla frazione Bosco Sant’Ippolito di Bovalino, Ricciolio e Ientile, conduce fino all’abitato di San Luca. Fino ai primi anni’80, nel tratto tra il bivio della SS 106 e Bosco Sant’Ippolito c’era un viale alberato in cui le cime degli alberi si univano in alto, purtroppo, per rendere agevole la strada, gli alberi vennero tagliati.




