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La musica della Calabria Greca risuona a Roghudi: il 1º giugno il concerto del Sagapò Project

Domenica 1º giugno la suggestiva Piazza di Roghudi Antico ospiterà uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale calabrese: il concerto del Sagapò Project, un viaggio musicale che attraversa le radici ellenofone della Calabria, tra melodie, testi e sonorità del Mediterraneo.
L’evento rientra nel ciclo di concerti previsti per i mesi di maggio e giugno nell’ambito del progetto Pa.Es.E. – Parco Esperienziale Ellenofono, finanziato dall’Unione Europea attraverso il PNRR MIC3 (Intervento 2.1 – Attrattività dei Borghi Storici) e promosso dal Comune di Roghudi in collaborazione con il Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria e il Ministero della Cultura.
Protagonisti della giornata saranno Marinella Rodà, Massimo Cusato e Gegè Albanese, artisti di grande sensibilità e talento, che con il loro progetto Sagapò offriranno al pubblico un’esplorazione musicale tra identità e contaminazioni, evocando la memoria storica e sonora della Calabria Greca.
Ad aprire il concerto saranno i giovani dell’Aureum Reghion, promesse del territorio e allievi del Conservatorio Cilea, a testimonianza dell’importanza della formazione musicale e della valorizzazione dei talenti locali.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di rigenerazione culturale e sociale dei borghi interni, con l’intento di promuovere il patrimonio immateriale attraverso esperienze immersive e partecipative.
L’appuntamento è per le ore 11:00, in uno dei luoghi simbolo dell’identità ellenofona: Roghudi Antico, un borgo sospeso nel tempo che torna a vivere attraverso la musica e la cultura.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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