Costume e Società

Bovalino tra le cittadine turistiche della Locride

Di Antonio Ardore

Bovalino ha avuto una grande storia di turismo già a partire dalla fine della seconda guerra mondiale: infatti, nel 1946, la famiglia Chiarantano costruì il Lido Azzurro, il primo stabilimento balneare, il materiale utilizzato nella costruzione era il legno, estratto dai monti del retroterra.
Negli ultimi anni ’60 la famiglia De Domenico realizzò il Lido Alhambra, accanto al Lido Azzurro, qui si svolgeva un concorso di bellezza, dopo poco tempo la struttura cambiò nome in Lido La Rocchetta, con sala discoteca e stabilimento balneare ancora in funzione.
Col passare degli anni si vide un certo movimento turistico sia dal resto d’Italia sia dagli stati europei, ciò spinse l’ingegnere Domenico Panuzzo a costruire l’Hotel Orsa, che si trova in stato di abbandono ed è nel corso Umberto I, accanto alla villa comunale. Questa struttura finì di funzionare agli inizi degli anni ’80 e veniva utilizzato il salone per la tombolata organizzata dalla parrocchia San Nicola di Bovalino Marina. Venne riaperto e utilizzato dal 1993 al 1996, come casermone dei NAPS, durante la stagione della rivolta alla mafia conosciuta come Pro Bovalino Libera. Da allora rimane inutilizzato e cadente ed è un pericolo per il traffico che si svolge nel corso.
Il nome Orsa, venne preso dal lungo racconto Le memorie del vecchio maresciallo, dello scrittore Mario La Cava di Bovalino, che nell’opera cambio il nome di Bovalino in Orsa.
Qualche anno dopo lo stesso ing. Panuzzo costruì, in località Bricà, il secondo Hotel Orsa Sud, c’è da ricordare la garanzia sole, cioè in caso di pioggia durante le vacanze estive c’era il rimborso delle spese. Negli anni ’80 l’immobile è stato acquistato dalla Regione Calabria come sede della Comunità Montana di Bovalino. Tra il 1988, per il trasferimento degli uffici comunali dalla sede in piazza Costanzo per ricostruire il municipio e fino al 1997, ospitò gli uffici comunali. Ha anche ospitato l’associazione UNLA (Unione Nazionale Lotta all’Analfabetismo) diretto da Mimmo Agostini. Attualmente la struttura è chiusa.
Negli anni ’70 la famiglia Gurnari costruì il complesso alberghiero Tourist, che sorge lungo il corso.
Sempre dell’ing. Panuzzo è la costruzione del Lido Orsa, accanto il Lido La Rocchetta, al posto del lido Azzurro, che diventò luogo di ritrovo e divertimento con la sala disco, ospitò le esibizioni di cantanti nazionali come quello di Patty Pravo, Caterina Caselli e Milva. Venne chiuso e abbandonato nei primi anni ’80 e venne demolito nel 1999 dal Comune di Bovalino, dopo che il Lido era stato incendiato.
In questi ultimi anni si è notato un certo interesse da parte di alcuni operatori bovalinesi, che hanno creato nuove attività ricettive sul lungomare. Un adeguato sfruttamento della via marina, intitolata a San Francesco di Paola patrono del paese, con l’apertura di attività turistiche ricreative e commerciali, certamente potrebbe offrire un valido servizio ai turisti che, nei periodi estivi, giungono ancora a Bovalino.
D’estate giungono anche dai paesi interni gruppi di ragazzi e famigliole che animano il lido, questo è costellato da stabilimenti balneari, una decina, di cui il Beach Side della famiglia Sacco è stato il primo a essere creato. Da qualche anno Bovalino è Bandiera Verde d’Italia, per il mare limpido e la spiaggia di rena fine adatta ai bambini.
Con la fine del ‘900, sono stati realizzati l’Hotel Villa Afridote, l’Hotel Reginella e Villa Hotel Denise, gli unici esistenti che hanno preso posto alle vecchie strutture turistiche.

Redazione

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