La CGIL Calabria in lotta per i diritti dei lavoratori

La CGIL Calabria si schiera con determinazione nella difesa dei diritti dei lavoratori e della giustizia sociale, riaffermando il proprio impegno attraverso l’azione dell’Assemblea Generale della FILT CGIL Calabria. Durante l’incontro tenutosi a Lamezia Terme il 23 giugno, è emersa una forte denuncia contro le gravi violazioni dei diritti fondamentali dei lavoratori, emerse in particolare negli episodi che hanno coinvolto le aziende TRE EMME Soc. Coop. e Romano Spa.
La situazione nei luoghi di lavoro calabresi è allarmante, caratterizzata da un’escalation di illegalità in cui pratiche antisindacali e addirittura violenze fisiche si manifestano nella totale inerzia di datori di lavoro che, anziché garantire un ambiente sicuro e rispettoso, preferiscono ricorrere all’intimidazione. In questo contesto, la CGIL Calabria condanna con fermezza l’atteggiamento della TRE EMME, colpevole di aver violato l’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori nel tentativo di delegittimare l’azione sindacale e ostacolare il diritto di sciopero. Tale condotta ha raggiunto il culmine con il licenziamento discriminatorio di un rappresentante sindacale della FILT CGIL, un atto che la legge considera nullo e che impone la reintegrazione immediata del lavoratore, oltre a un risarcimento completo per il danno subito.
Non meno grave è la posizione della Romano Spa, già precedentemente condannata per episodi di mobbing, che continua a ignorare ripetute aggressioni sul posto di lavoro, violando l’obbligo di tutela dell’integrità psicofisica dei propri dipendenti.
Di fronte a queste gravi violazioni, l’Assemblea Generale ha deciso di proclamare lo stato di mobilitazione permanente, richiedendo con urgenza l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro e della Magistratura, la reintegrazione immediata del rappresentante sindacale licenziato e una protezione totale per tutti i lavoratori vittime di violenze.
Parallelamente, per il 30 giugno e il 1º luglio, la FP CGIL, UIL PA e USB PI hanno organizzato dei presidi davanti agli uffici giudiziari di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Castrovillari, Reggio Calabria e Locri, con l’obiettivo di sensibilizzare il Ministero della Giustizia sulle problematiche ormai non più rinviabili. Tra queste si evidenziano la mancanza di personale, la precarietà diffusa con numerosi contratti a tempo determinato e la necessità di rinnovare un contratto collettivo integrativo fermo al 2010. Si rivendica la stabilizzazione di oltre 12.000 precari legati al PNRR e di circa 390 lavoratori part-time attivi da oltre 14 anni negli uffici giudiziari della Calabria.
I sindacati chiedono con forza la stabilizzazione di tutto il personale a tempo determinato, la definizione di un nuovo accordo integrativo e il riconoscimento economico e professionale del personale di ruolo.
La lotta per i diritti dei lavoratori e per una giustizia più giusta non si ferma. La CGIL Calabria continuerà a essere al fianco di chi lavora, difendendo con ogni strumento legale e sindacale i diritti conquistati e quelli ancora da conquistare.




