Carabinieri: sicurezza stradale e un’operazione antimafia nella Locride

Proseguono i servizi dei Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni nel cuore di Scilla, una delle mete turistiche più frequentate della costa tirrenica calabrese. Durante il fine settimana, i militari hanno intensificato la presenza sul territorio, concentrandosi soprattutto sulla sicurezza stradale nelle ore serali e notturne. L’obiettivo principale è stato garantire l’ordinato svolgimento della vita cittadina e la sicurezza di automobilisti e pedoni.
Nonostante la diffusa attenzione dei cittadini verso le regole del Codice della Strada, sono state rilevate diverse infrazioni, con sanzioni per un totale di circa 2.500 euro. Le violazioni più comuni hanno riguardato il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e l’inefficienza dei dispositivi di sicurezza e illuminazione dei veicoli. Oltre a sanzionare, i Carabinieri hanno svolto un’importante attività di sensibilizzazione sulla prevenzione e responsabilità individuale nella guida.
L’Arma dei Carabinieri ribadisce il proprio impegno quotidiano per la sicurezza pubblica, invitando in particolare i giovani a comportamenti prudenti, contribuendo così a rendere più sicuri i luoghi del divertimento e della socialità.
All’alba di ieri, a Siderno, Placanica, Riace e Caulonia, i Carabinieri della Compagnia di Locri, con il supporto della Compagnia di Roccella Jonica, hanno invece dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia. Cinque persone sono state colpite dal provvedimento: quattro in carcere e una agli arresti domiciliari, accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso e turbata libertà degli incanti.
Le indagini complesse e articolate, iniziate nel marzo 2023, hanno rivelato un sistema di intimidazioni contro imprenditori della Locride nel settore dei pubblici appalti. Le investigazioni, supportate da intercettazioni tecniche, hanno documentato un incontro in cui si cercava di costringere un imprenditore e suo figlio a non partecipare a una gara d’appalto per il rifacimento di alcune strade a Siderno.
Il ruolo di intermediario del fratello della vittima ha contribuito a consolidare un clima di minaccia e pressione. Le modalità utilizzate riflettono caratteristiche tipiche dell’associazione di stampo mafioso, con convocazioni in luoghi sconosciuti e la presenza di individui collegati alla ‘ndrangheta di Siderno.
L’attività investigativa conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri e della Magistratura nella lotta ai fenomeni criminali che ostacolano la libera concorrenza e la corretta gestione degli appalti pubblici. Si ricorda che i soggetti coinvolti sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.




