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Costruire Insieme: “L’Amministrazione di Gioiosa Ionica tradisce i principi democratici”

Dal Gruppo Consiliare Costruire Insieme

Noi del gruppo consiliare Costruire Insieme siamo fermamente impegnati a svolgere un’opposizione costruttiva, basata sul dialogo, la trasparenza e la collaborazione per il bene della nostra comunità. Il nostro compito è quello di rappresentare i cittadini che ci hanno scelti, garantendo che ogni voce sia ascoltata e ogni contributo venga valutato nel rispetto del principio democratico.
Tuttavia, ci troviamo di fronte a una maggioranza che sembra avere un atteggiamento di sfrontata supremazia, comportandosi non come amministratori democratici al servizio della comunità, ma più come padroni esclusivi della Casa Comunale, escludendo e discriminando sistematicamente la minoranza.
Con amarezza e delusione, denunciamo di essere stati ripetutamente ignorati e tagliati fuori dall’organizzazione di diverse attività comunali. Manifestazioni, inaugurazioni ed eventi di rilevanza pubblica, promossi dal Comune, hanno visto l’esclusione del nostro gruppo consiliare, come se fossimo estranei alla vita politica del nostro paese. Questo comportamento mina profondamente la democrazia partecipativa e rappresenta un ostacolo al nostro ruolo di rappresentanti di una parte importante della cittadinanza.
Abbiamo ribadito in modo chiaro e fermo, attraverso molteplici richieste formali, la necessità di convocare la Conferenza dei Capigruppo prima della trattazione di qualsiasi consiglio comunale. Tale organo, imprescindibile per favorire un confronto democratico e costruttivo tra maggioranza e opposizione, continua a essere ignorato dalla maggioranza al governo del nostro Comune. Nemmeno in situazioni urgenti o su temi di rilevanza politica e sociale ci è stata concessa la possibilità di un dialogo preliminare. Questo atteggiamento di chiusura e arroganza svilisce il senso stesso del confronto democratico e ostacola una sana e legittima discussione istituzionale.
Abbiamo rilevato un’ulteriore grave mancanza di democrazia nella Commissione Statuti e Regolamenti. Durante la discussione sulla modifica del regolamento della Consulta delle Associazioni, abbiamo avanzato una proposta che consideriamo di buon senso, ovvero che anche i consiglieri di minoranza potessero partecipare, analogamente ai consiglieri di maggioranza, senza diritto di voto, alle assemblee pubbliche promosse dalla Consulta stessa. La nostra proposta, volta a garantire una maggiore inclusività e trasparenza, è stata ignorata, confermando ancora una volta la volontà della maggioranza di monopolizzare il dibattito politico, relegando il nostro ruolo di rappresentanza a uno stato di totale marginalizzazione.
Come ulteriore dimostrazione di questo atteggiamento arrogante e autoritario, ci è stata notificata la convocazione di un Consiglio Comunale con sole 24 ore di preavviso, per discutere un punto aggiuntivo di elevata importanza politica e istituzionale: la mozione del gruppo Gioiosa Bene Comune sulla solidarietà al popolo palestinese. È evidente che un argomento così delicato e complesso, che coinvolge dinamiche internazionali e richiede una riflessione profonda e articolata, avrebbe meritato un’adeguata e tempestiva comunicazione, nonché la possibilità di un coinvolgimento trasversale tra i gruppi consiliari.
Eppure, ciò non è avvenuto. Questo tema, che evidentemente ha visto riunioni e discussioni preventive tra i gruppi di maggioranza per arrivare a un documento condiviso, non è stato minimamente sottoposto alla nostra attenzione, né come gruppo consiliare né come partito politico, né tanto meno come cittadini e rappresentanti della comunità. L’assenza totale di confronto non fa che confermare un atteggiamento esclusivo e divisivo, che rifiutiamo con forza.
Non possiamo ignorare né accettare il comportamento della maggioranza che governa il nostro Comune, che continua a escludere dalla partecipazione politica un importante gruppo consiliare, abusando della sua posizione di forza. Questo atteggiamento rappresenta un grave abuso di potere, che tradisce i principi democratici su cui si fonda l’amministrazione della cosa pubblica.
Per queste ragioni, come segno di protesta e condanna verso questa gestione autosufficiente, abbiamo deciso di abbandonare l’aula consiliare. Riteniamo che in queste condizioni non sia possibile contribuire in maniera seria e responsabile alla vita politica del nostro Comune. Ritorneremo in aula solo quando il rispetto della democrazia e del confronto tornerà a prevalere.
La nostra battaglia per la democrazia non si ferma qui. Continueremo a denunciare ogni comportamento che calpesta i principi di partecipazione e uguaglianza. Lo dobbiamo alla nostra comunità, ai cittadini che ci hanno scelti e a tutti coloro che credono ancora nel diritto di essere rappresentati con dignità e rispetto.

Redazione

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