E-novation: “Giù le mani dalla libertà di stampa”

Dalla Fondazione e-novation
«Zittire Lucia Goracci a colpi di clacson è un atto vergognoso che fa capire a quanto siamo scesi come grado di civiltà e di rispetto della vita, dei diritti civili, della libertà, anche di stampa, in Israele» dichiara Massimo Lucidi, Presidente della Fondazione E-novation e socio del National Press Club di Washington DC.
«Speriamo che si usi invano solo il clacson per zittire voci adulte e professionali, ma pure coraggiose e libere come Lucia. La realtà è durissima: Israele oggi è lontanissimo dall’idea che il mondo aveva del popolo ebraico che ha subito un genocidio 80 anni fa; ma è pure lontano dall’idea di essere una democrazia liberale e persino si fa fatica, vedendo le immagini e le testimonianze dei giornalisti, a intendere Israele un avamposto di civiltà tra le bestie sanguinarie del terrore» prosegue Lucidi.
«Essere civiltà deve significare essere Luce di Speranza e Carità, senza abbassarsi a compiere massacri che sono ripetuti, inaccettabili, insulti alla vita umana». Lo dice non nascondendo le lacrime Massimo Lucidi che, come Fondazione E-novation e socio del Press Club nella Capitale Americana si occupa di Cultura della Vita, Dialoghi internazionali, Libertà e Libertà di Stampa.
«L’occidente che si batte per la libertà di stampa che trova a Washington, nel Press Club nato nel 1908, una delle sue voci più autentiche, deve sapere: sto scrivendo una nota al Presidente Mike Balsamo perché possa intervenire in modo universale, ricordando che difendere la libertà di stampa è prerogativa per dirsi liberi e democratici. Ed è tempo di ricordarlo fortemente anche in Israele. Mai, in quel quadrante del mondo, immaginavo di dover ricordare cosa significa essere civili e democratici agli eredi della Shoah. Lo dico con commozione, ma la misura è colma»conclude Lucidi.




