
Dalla Segreteria Regionale del PRI
“Le improvvise dimissioni del Presidente Occhiuto sono un pugno negli occhi dell’intera comunità Calabrese. Uno schiaffo alla massima Istituzione politica trattata come se fosse il cortile di casa.” È quanto sostiene il segretario regionale del PRI.
“Occhiuto, con il suo gesto di dimissioni accompagnate dall’annuncio di ricandidatura, ha compiuto un gesto inusuale, che con la politica non ha niente da spartire. Mi sono domandato – scrive Zoccali – se il messaggio fosse rivolto al suo partito, ai suoi alleati o ai consiglieri della sua maggioranza. Di sicuro non era rivolto al rispetto delle istituzioni, alla Calabria, ai calabresi e alle problematiche che li assillano.
Un gesto lontano dai canoni della democrazia. Un gesto ‘oscuro’,su cui bisogna indagare, per comprenderne la portata all’interno del groviglio d’interessi e rapporti su cui sono accesi i riflettori della magistratura.
Ormai da tempo mi domando se, nella nostra regione, vi siano le condizioni democratiche per un confronto elettorale ‘sicuro’, viste la realtà in cui si muovono le forze politiche. Sarebbe una riproposizione di uomini e idee consumati e consumate.
Certo le elezioni sono il più alto gesto di democrazia, ma questa è il simbolo della ‘libertà’ che in Calabria è stretta dalle ‘catene’ d’interessi privati, d’illegalità, di intrecci tra politica e criminalità organizzata che sovraintende nella maggior parte dei settori dove impatta il denaro pubblico.
Non è facile uscire da questa condizione – conclude Zoccali – ma il primo impegno spetta alle forze politiche che si richiamano alla democrazia d’impegnarsi a riaprire un contatto, risvegliare, la pubblica opinione ormai anestetizzata dalle vaghe parole che hanno prodotto solo illusioni.”




