Locri si mobilita per salvare l’Oratorio Salesiano: lanciata la raccolta firme su Change.org

Da quasi mezzo secolo rappresenta un faro educativo e sociale per la comunità, ma ora l’Oratorio Salesiano di Locri rischia di chiudere i battenti. Una notizia che ha scosso profondamente i cittadini, spingendoli ad avviare una petizione su Change.org per chiedere con forza la continuità di questa preziosa esperienza.
L’iniziativa, partita da un gruppo di ex allievi, volontari e famiglie legate alla Casa Salesiana, mira a raccogliere il maggior numero possibile di adesioni. “Non possiamo permettere che tutto questo finisca!” si legge nell’appello pubblicato online. Parole che riecheggiano il sentimento di chi ha vissuto l’Oratorio come un punto di riferimento insostituibile.
Fondata quasi 50 anni fa, la struttura non è stata solo un luogo fisico, ma un autentico laboratorio di speranza e crescita. Qui, migliaia di giovani hanno trovato uno spazio sicuro dove sviluppare competenze, socializzare e ricevere supporto educativo. L’Oratorio ha rappresentato un baluardo contro il disagio giovanile, offrendo gratuitamente attività sportive, culturali e formative.
La minaccia di chiusura ha scatenato una forte reazione collettiva. La comunità chiede alle istituzioni ecclesiastiche e civili di intervenire, promuovendo un dialogo costruttivo per individuare soluzioni che garantiscano la sopravvivenza dell’Oratorio. “Non si tratta solo di salvare un edificio – sottolineano i promotori della petizione – ma di proteggere un patrimonio umano e valoriale unico.”
Il rischio, spiegano i cittadini, è quello di creare un vuoto difficile da colmare in un territorio dove le opportunità educative gratuite scarseggiano. “Difendere l’Oratorio significa proteggere il futuro dei nostri giovani”, affermano con convinzione.
La raccolta firme continua a crescere, mentre si moltiplicano le testimonianze di solidarietà da parte di chi, in quell’Oratorio, ha trovato una seconda famiglia. L’invito rivolto a tutti è chiaro: “Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi”.
Chiunque voglia sostenere la causa può firmare la petizione cliccando qui.




