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Il Pd di San Ferdinando dice no al rigassificatore e al polo siderurgico nel porto di Gioia Tauro

DiSerafino Mazzitelli – Capogruppo Pd al Consiglio Comunale di San Ferdinando

Nell’ottica di una strategia politica demagogica di chi cerca il consenso sfruttando emozioni e semplificazioni piuttosto che dando conto delle proprie responsabilità, il presidente Occhiuto si è dimesso per ricandidarsi a governatore della regione Calabria.
Ha pensato bene di iniziare da subito il suo percorso di propaganda politica con la passerella elettorale, accompagnato dai sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro insieme al ministro Urso, presso il porto di Gioia Tauro per promettere 2.500 posti di lavoro, salvo poi dire che questi posti di lavoro arriveranno se rifiutati da altre città (Taranto).
La domanda sorge spontanea: perché un sindaco di una città o un governatore di una regione dovrebbe rifiutare 2.500 posti di lavoro? La risposta è altrettanto ovvia: evidentemente, nel complesso, questi posti di lavoro non producono ricchezza reale. Già, perché questo lavoro serve per produrre il preridotto, cioè un modo alternativo di produrre ferro, usando la tecnologia del gas naturale. Quindi, dopo cinquant’ anni si ritorna alle promesse del nefasto quinto siderurgico, con un’aggravante, l’aggiunta di un rigassificatore.
Come se non bastassero sul nostro territorio un termovalorizzatore che funziona da inceneritore, un depuratore che raccoglie prodotti altamente inquinanti anche da altre regioni, unimpianto di compostaggio, una centrale elettrica e fiumi che trasportano in mare di tutto, si propone di aggiungere degli impianti siderurgici, degli attracchi per metaniere e impianti per la trasformazione del gas dello stato liquido a quello gassoso.
Ma è veramente questo il futuro che si intende disegnare per la Piana di Gioia Tauro? Noi rispondiamo fermamente no! Non è questo che serve alla Piana di Gioia Tauro.
Ci saremmo aspettati dal ministro Urso e dall’ex Presidente – Presidente Occhiuto le condizioni definitive per l’avvio della ZES Gioia Tauro, i fondi per avviare le infrastrutture necessarie per valorizzare il porto dei record, l’attuazione di progetti per lo sviluppo dell’interporto e soprattutto del retroporto, investimenti per l’ampliamento del porto turistico, insomma, fatti concreti per valorizzare quanto abbiamo già e che può portare vero sviluppo, soprattutto economico, alla nostra terra, senza correre il rischio di creare nuovi impianti incompatibili con le attività presenti nel porto e nel retroporto.
Quindi, chiediamo all’ex governatore Occhiuto di non aspettare risposte da altre regioni, anzi, di decidere già da subito che la siderurgia e il rigasificatore non vanno ubicati a Gioia Tauro.
La nostra Calabria non è più ostaggio di nessuno, non vogliamo più sentire parlare di posti di lavoro a condizione che bisogna svilire tutto quello di bello abbiamo già, ed è tanto.
Siamo mortificati e delusi da una classe dirigente che continua a smantellare tutto il potenziale positivo della nostra piana, ma non ci arrenderemo ai tentativi di scoraggiare e indebolire la voglia di dare un futuro dignitoso e virtuoso alle nuove generazioni.
Per tutto questo e per l’autentico desiderio che la Piana di Gioia Tauro, con il suo potenziale, possa rappresentare un paradigma di riscatto economico e sociale, continueremo a lottare, senza chinare il capo a politici portatori di malcelati interessi di parte, per costruire una Calabria sana.
Ci adopereremo in ogni modo per arginare  scelte folli e antitetiche al benessere della nostra comunità.

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