Bianco: un’estate all’insegna della “stasi”

Di Francesco Salerno
Anche quest’anno i festeggiamenti per la Madonna di Pugliano sono terminati ed è giunta l’ora di tirare qualche somma.
Se volessimo indicare questo periodo estivo con una parola, credo che quella giusta sarebbe “stasi”. Bianco sembra essere fortemente viziato da questa condizione che, ormai, permea diversi aspetti della vita cittadina. Un modo di fare imposto da un atteggiamento condannato persino da Dante, che dedicò uno spazio nell’Antinferno a chi, vissuto nell’immobilismo, non avrebbe patito né le pene dell’Inferno, né goduto delle gioie del Paradiso. E così pare essere diventato questo borgo un tempo bellissimo che oggi vive in un limbo dal quale è difficile uscire.
Andando nello specifico, quest’anno a Bianco c’è stato il caso discusso degli ambulanti che vendevano cibarie varie. Stando alle indicazioni dell’amministrazione comunale, tutti i venditori venuti da fuori paese avrebbero dovuto posizionarsi in un luogo specifico (la pineta sul lungomare). Ora, a parte che tale luogo, se non sistemato a dovere, non è adatto ad accogliere quel tipo di venditori; va anche detto che quasi nessuno ha rispettato tale decisione. In effetti, tranne un paio di venditori convinti a recarsi nel suddetto luogo, tutti gli altri si sono posizionati sul lungomare stesso. Ciò, ovviamente, ha penalizzato quei pochi che hanno deciso di rispettare la regola, ritrovandosi con pochissimi clienti e isolati rispetto ai luoghi più frequentati dai turisti durante la festa.
Rimane quindi il dubbio su come sia stata gestita la vigilanza sul rispetto delle disposizioni.
Semplice difficoltà organizzativa o scelte non del tutto equilibrate? Sarebbe bello avere una risposta.
Oltre a ciò, l’idea generale di spostare tutti in una sola area non è stata vincente, giacché ne sarebbero servite almeno due: una al lungomare e una vicino al comune, in modo che le persone anziane o impossibilitate a camminare molto potessero fare quattro passi e prendersi un pezzo di pizza o un panino, senza necessariamente andare dall’altra parte del paese.
Il motivo di questa scelta? Avvantaggiare le attività di Bianco, dice qualcuno. Ma basta ragionarci venti secondi per capire che non può essere così. Le attività di Bianco si aiutano rendendo il paese una meta appetibile per tutto il periodo estivo, promuovendo turismo e attività, e non concentrando tutto in tre giorni. Quale attività al mondo si sostenta lavorando tre giorni?
Altro punto discutibile è stato il programma della festa.
Un programma nel quale la cultura è apparsa poco valorizzata, come dimostrato dalla dicitura “torneo calcetto” inserita per ben 14 giorni di fila…
Chiaramente bisogna solo ringraziare gli organizzatori dell’evento in sé, che continuano a portare avanti lo sport e il divertimento per grandi e piccini, ma un programma più completo inserirebbe tale evento con data di inizio e data di fine; mettere per 14 volte la dicitura “torneo calcetto” rischia di sembrare un riempitivo in un calendario che avrebbe potuto offrire di più. Un programma che perde ulteriore forza se paragonato a quello di Ardore (andate a dargli un’occhiata e fate il confronto).
Complimenti ad Ardore, ovviamente.
A questo punto, però, va detto che la responsabilità non risiede nemmeno negli organizzatori. Questi ultimi, infatti, sono ridotti a una manciata di persone e già è tanto che si impegnino a raccogliere i fondi per finanziare quei pochi eventi programmati. Chiedere loro di intendersi anche di cultura generale sarebbe troppo. Questo compito, infatti, dovrebbe essere ad appannaggio delle associazioni culturali di Bianco di cui, però, non abbiamo avuto notizie.
Anche in questo caso vorremmo capire perché non partecipano. Non vi hanno coinvolto? Non hanno condiviso l’impostazione? Ci sono state difficoltà pratiche?
Possibile che di mezza dozzina di associazioni culturali, oltre alla Pro Loco, non si riesca a organizzare dieci serate di eventi di livello? Forse sono mancate le condizioni o il giusto coordinamento.
Ci sarebbe altro da dire, rispetto a questa estate amara, ma per non svilire troppo i lettori ho deciso di evidenziare adesso gli aspetti positivi.
Primo tra tutti lo spettacolo pirotecnico del 15 che, nonostante tutto e tutti, continua a essere motivo di orgoglio per questo paese.
Altro aspetto positivo è stata la presenza del vicesindaco, che ha partecipato in processione la mattina del 15 con la fascia tricolore: la ricorrenza religiosa ci ha permesso di assistere a un piccolo “miracolo” istituzionale…
Infine, la partecipazione sentita della popolazione che, al di là delle criticità amministrative, continua a portare avanti una tradizione antica e pregna di significato.
Il mio personale augurio è che tutti quanti, adesso, si mettano a riflettere su quanto fatto bene e quanto fatto male, cercando di correggere gli errori e, magari, di ascoltare le critiche senza prenderle sempre sul personale.
Sarebbe davvero un passo avanti importante.
Foto: uriggitanu.it




