Costume e SocietàLetteratura

Il mistero della morte di Ilone

La legge è uguale per tutti

Di Giuseppe Pellegrino

«Speravo tanto, Magistrato, che ci fosse questa laminetta», fece trionfante Strabone quando finì di leggere le regole dell’Aldilà.
«Cosa vuol dire?» chiese Zaleuco.
«Come ti dicevo, magistrato – disse il marinaio, – per chi crede, sono le istruzioni per come raggiungere i campi elisi dopo la morte ed evitare il fiume dell’oblio, il Lete» concluse.
«Perché temete l’oblio?» chiese il Magistrato.
E Strabone rispose: «La nostra vita ha un senso quando ci ricongiungiamo con la grande anima. Ma se la nostra anima ancora è impura e bisogna tornare sulla terra, è bene ricordare gli errori fatti per non ripeterli. L’oblio sarebbe la morte definitiva.»
Il legislatore assentì. Ricordava le parole dette a Caronda alla mensa di Tirso. In fondo il concetto era lo stesso.
Nel frattempo, Agesilao e il suo camerata avevano concluso la spoliazione di Ilone. Strabone guardò il corpo e le ferite; le fece girare e con le mani introdusse le dita nelle piaghe e non trovò grumi di sangue. Il suo volto si fece pensieroso e poi, rivolto a Zaleuco, chiese: «Dove è stato trovato il corpo?»
«Ad Aretusa – rispose il magistrato. – Poco distante dal porto.»
«Le ferite non hanno sangue, né umore. Non con la spada ha trovato morte il Siracusano, ma un uomo forte e molto più alto di lui lo ha strangolato e poi, molto tempo dopo, è stato trafitto con punte di ferro per simulare un’aggressione» sentenziò il medico.
«Come puoi dire questo e con quale certezza?» chiese allibito il magistrato.
«Guarda il collo, Zaleuco – continuò il medico. – Anche se è stato lavato ,tu puoi vedere sotto la pelle grumi di sangue. Significa che quando a Ilone è stato messo il cappio, il sangue circolava ed è arrivato alla pelle. Quando un uomo muore, il corpo resta caldo per poco tempo. Poi il sangue si raggela e diventa solido e se tu fai una ferita non esce.Vedi, il corpo è stato lavato, ma io ho messo le dita dentro le ferite e non ho trovato grumi di sangue. Ilone non è stato ucciso ad Aretusa e chi lo ha ucciso era forte. Così forte che con un laccio alle mani lo ha alzato da terra, prendendolo dalle terga. Guarda, Zaleuco, come i segni del laccio partono dalla gola poi alla nuca verso l’alto. Guarda le mani di Ilone e vedi delle escoriazioni. Il poveretto, con le mani ferite, forse, cercava di allentare la pressione del laccio e si è fatto male» concluse il medico.
«Caronda! – esclamò Zaleuco. – Anche Caronda aveva gli stessi segni. Dunque chi ha ammazzato Ilone, ha ammazzato Caronda. Ma per quale motivo? – si domandò il Magistrato. – Ilone non conosceva neppure di fama Caronda» si domandò perplesso.
«È tardi, Pastore – intervenne Agesilao. – Bisogna mettere tutto in ordine e ci vuole tempo» concluse l’oplita. Il magistrato fece segno di assenso e tutto fu rimesso in ordine. Per strada nessuno parlò. Zaleuco che cercava di capire, di connettere, seguì i suoi pensieri. Agesilao e il suo camerata si chiedevano come potesse il Legislatore avere intuito che la morte di Ilone nascondesse un segreto. Strabone portò i pensieri su Euridice e la sua testa non volle andare oltre.
Era l’anno delle viste a sorpresa. Dal porto di Zeffirio, Gorgia, fratello di Ilone, si portò a Locri. Avrebbe lui preso il posto di Ilone a sarebbe stato il prosseno di Siracusa. Certo alla sua decisione non fu estranea la ricchezza di Ilone, che andava ad Euridice, senza neppure la nascita di un figlio. Gorgia era venuto per rappresentare gli affari dei Siracusani a Locri, ma anche per domandare della morte di Ilone; per essere certo che gli infidi siculi avrebbero pagato il fio della morte del fratello. Fu Zaleuco a ricevere il prosseno. Euridice si scusò subito con il cognato, lamentando le indisposizioni di donna. Non aveva mai visto Gorgia e si meravigliò che fosse così diverso nel fisico.Tanto Ilone era piccolo, quasi gobbo e insignificante, ma con gli occhi vivi e un’intelligenza sagace, tanto Gorgia sembrava tagliato con un ascia: imponente, con volto spigoloso, con poche e chiare idee. Certamente amava la ricchezza, e non avrebbe mai pensato all’anima. Tuttavia Euridice non pensò di offrire ospitalità nella casa al fratello del marito, che poteva impicciarsi di tante cose. Fece preparare alle serve una casa di Ilone, vicino a Centocamere, ben fatta, seppure non grande. D’altronde Gorgia era venuto da solo e la donna non sapeva neppure se fosse sposato. Gorgia gradì la sistemazione. Gradì il pensiero della donna che forse aveva pensato fosse sconveniente tenere in casa propria un uomo solo, seppure fratello del marito della vedova. Durante la navigazione, il Siracusano si era fatto fantasie negative su Euridice. Forse si era sbagliato. Se non c’erano stati figli, la colpa era stata di Ilone. Ilone, che nel suo ultimo viaggio a Siracusa si era lamentato della freddezza della donna delle Cento Case che gli negava un figlio come erede delle sue ricchezze, anche se poco gli importava il sesso.
Il rientro a Locri di Tirso fu un trionfo. La notizia della cattura di Koiro si era diffusa in un baleno.

Redazione

Redazione è il nome sotto il quale voi lettori avrete la possibilità di trovare quotidianamente aggiornamenti provenienti dagli Uffici Stampa delle Forze dell’Ordine, degli Enti Amministrativi locali e sovraordinati, delle associazioni operanti sul territorio e persino dei professionisti che sceglieranno le pagine del nostro quotidiano online per aiutarvi ad avere maggiore familiarità con gli aspetti più complessi della nostra realtà sociale. Un’interfaccia che vi aiuterà a rimanere costantemente aggiornati su ciò che vi circonda e vi darà gli strumenti per interpretare al meglio il nostro tempo così complesso.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button