Un anno senza Felice Maurizio D’Ettore: il ricordo di un Garante discreto e impegnato

Di Luca Muglia – già Garante dei diritti delle persone detenute della Regione Calabria
A distanza di un anno dall’improvvisa scomparsa del presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il calabrese Felice Maurizio D’Ettore, mi preme rivolgere ed esprimere qualche pensiero in sua memoria.
Avvocato e docente universitario stimato e apprezzato, negli otto mesi di mandato che hanno preceduto la sua scomparsa D’Ettore ha svolto un ruolo di grande rilievo, impresa non facile e per niente scontata ove si consideri l’encomiabile lavoro svolto negli otto anni precedenti dal suo predecessore. Ma, al di là dell’infaticabile impegno istituzionale e delle indiscusse capacità professionali, D’Ettore era anche e soprattutto una persona onesta, ironica e di grande umanità. Di certo – va detto – non era persona che amava stare al centro dei riflettori. Non a caso, appena due giorni prima della morte del Garante nazionale, dalle pagine de Il Dubbio Errico Novi segnalava opportunamente come sull’emergenza carcere, il dramma dei suicidi e il sovraffollamento, D’Ettore avesse in corso da tempo interlocuzioni importanti con il Ministro Nordio, aventi a oggetto le misure deflattive da adottare. In altri termini, Novi palesava come, a dispetto di certe critiche (a dir poco prevenute), l’allora Garante nazionale stesse lavorando “sotto traccia” all’attuazione di proposte legislative in grado di assicurare al sistema penitenziario italiano l’auspicato “cambio di passo”, quello invocato da alcuni decenni e mai attuato. Il tempo – ahimè – è mancato, in una torrida giornata di agosto Maurizio D’Ettore ci ha lasciati, improvvisamente e prematuramente. Rimane e rimarrà sempre il suo instancabile impegno, rimane e rimarrà sempre il sorriso, l’empatia e la commozione con cui Maurizio accoglieva le persone costrette a vivere la propria esistenza in pochi impercettibili metri. Il resto è cronaca, una cronaca triste e amara, che ci notizia quasi ogni giorno di occasioni mancate “sul carcere e per il carcere”, nonostante i reiterati appelli del Presidente della Repubblica, del Papa e dell’intero mondo penitenziario.




