Filmuzik, dal 29 agosto al 6 settembre a Gioiosa Ionica e Locri il festival del cinema musicale

Questa edizione di FilMuzik non ha un tema, ma un messaggio sentimentale, evocato da un’immagine simbolica: una bandiera bianca che sventola nel vento. Il bianco è assenza e insieme possibilità. È purezza, ma anche sospensione. In questa bandiera soffiata dal vento ci siamo noi, con le nostre fragilità, i nostri sogni, le nostre domande senza risposta.
Dopo le serate di anteprima a Locri, la rassegna entra nel vivo dal 29 agosto al 6 settembre, con un ricco programma che unisce proiezioni, concorsi e momenti di riflessione culturale.
Il 29, 30 e 31 agosto (ore 21:30, Giardini di Palazzo Amaduri a Gioiosa Ionica) spazio a due pellicole d’autore: Finalmente di Claude Lelouch e L’orchestra stonata di Emmanuel Courcol, che apriranno la strada alle giornate dedicate alle opere in concorso.
Dal 3 al 6 settembre saranno presentati film provenienti da 10 Paesi del mondo, opere che racconteranno realtà, emozioni e culture diverse, attraverso la forza della musica e del linguaggio visivo.
Il 3 settembre (ore 21:30) si partirà con la sezione Filmuzik – Miglior film musicale, cui seguirà la consegna del relativo premio.
Il 4 settembre toccherà ai corti della categoria Filmuzik Short e all’attesa sezione Filmuzik Animation, prima della proiezione del documentario fuori concorso Viaggio in Calabria di Anna Maria Ortese, in collaborazione con il Centro Studi Francesco Misiano.
Il 5 settembre la scena sarà invece dedicata ai documentari musicali e ai videoclip, con una varietà di opere che spazieranno dalla sperimentazione al racconto intimo.
Il 6 settembre gran finale: alle ore 20:30 un dibattito pubblico sullo Stato dell’Unione – cosa fa l’Europa per la cultura, seguito (ore 22:00) dalla proiezione dell’opera Ceux qui disent la vérité di Edoardo Malvenuti e Gildas Houdebine, vincitrice del Premio speciale Rocco Gatto.
Le opere in programmazione dal 3 al 6 settembre, provenienti da 10 Paesi del mondo, ci offriranno nuovi scenari che osserveremo attraverso il ritmo delle immagini e la luce dei loro suoni. Non c’è strumento più potente dell’arte per comprendere l’anima di questo mondo.
Foto da sigecweb.beniculturali.it




