Rosario Sergi a Pasquale Tridico “La Locride attende un segnale forte”

Di Rosario Sergi – Già sindaco di Platì
Egregio Professor Tridico,
la presente vuole essere un appello diretto, non dettato da interessi personali, ma dalla profonda urgenza di un intero territorio. La Locride, spesso percepita come un’area di confine e di difficoltà, attende un segnale forte, un atto di presenza e di coraggio. Non sono necessari tour elettorali nelle piazze già note, ma una visita nei luoghi più complessi, quelli dove le sfide si manifestano con maggiore evidenza: Platì, San Luca, Bovalino.
In queste zone, le infrastrutture mancanti non sono solo un problema logistico, ma un ostacolo allo sviluppo e un fattore di isolamento. La storica carenza di collegamenti ferroviari e l’attuale stato della statale 106 ne sono la prova. In questo contesto, l’ipotetica realizzazione di un collegamento viario come la Bovalino-Bagnara non rappresenterebbe una semplice opera pubblica, ma un vero volano di sviluppo in grado di connettere la Locride alla Piana di Gioia Tauro e, di conseguenza, al resto del Paese. Un’infrastruttura di tale portata è fondamentale per creare opportunità economiche e contrastare la marginalizzazione.
È in questa assenza di infrastrutture e di una politica attiva che si crea il vuoto che rende la criminalità organizzata credibile agli occhi della popolazione, a scapito della fiducia nelle Istituzioni. Senza un intervento deciso che dimostri la presenza dello Stato e offra prospettive concrete, la ‘ndrangheta continuerà a rappresentare un punto di riferimento per una parte della comunità, compromettendo ogni tentativo di riscatto sociale ed economico.
Infine, un’attenzione particolare deve essere rivolta al drammatico fenomeno dello spopolamento, una piaga che sta svuotando il territorio delle sue energie più giovani. Per invertire questa tendenza, è indispensabile offrire ai cittadini, in particolare ai giovani, una speranza concreta di futuro nella propria terra.
Un candidato alla Presidenza deve confrontarsi con le realtà più difficili. La rinascita della Calabria può avvenire solo a partire dai luoghi più sofferenti, da dove è possibile sconfiggere le difficoltà e far rinascere l’intero territorio, proprio come l’araba fenice risorge dalle sue ceneri.




