Carabinieri: fermato uno smaltimento di rifiuti, un uomo per stalking e un responsabile di furti

Le operazioni condotte recentemente dai Carabinieri di Reggio Calabria hanno portato alla luce situazioni di rilevanza penale e sociale che hanno coinvolto diverse aree della provincia. Numerose segnalazioni da parte di cittadini hanno denunciato odori nauseabondi e aria irrespirabile nella piana di Gioia Tauro. L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, con il supporto del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, ha permesso di scoprire un terreno nel comune di Seminara dove erano ammassate circa 70 tonnellate di compost non fermentato. Le indagini hanno portato al deferimento in stato di libertà dei due titolari di un’azienda di smaltimento rifiuti, accusati di deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti organici.
Dalle verifiche è emerso che i rifiuti organici venivano gestiti in modo irregolare, ammassati in cumuli senza il rispetto delle procedure di trattamento previste dalla normativa vigente. Questi materiali venivano poi rivenduti come “compost” a vari agricoltori della zona, quando in realtà si trattava di un prodotto incompleto e ancora in fase di maturazione, capace di sprigionare esalazioni maleodoranti e potenzialmente tossiche. I Carabinieri hanno inoltre accertato la presenza di episodi di combustione illecita, che hanno contribuito a diffondere sostanze nocive, inquinando sia l’aria sia il suolo. L’intera area è stata posta sotto sequestro, con la necessità di un’operazione di bonifica effettuata con il supporto dei Vigili del Fuoco, durata oltre una settimana, per contenere le esalazioni. Proseguono gli accertamenti tecnici per valutare l’impatto sull’ambiente e ricostruire la filiera di distribuzione del materiale irregolare.
Un altro caso ha coinvolto una anziana invalida di Montebello Jonico, vittima di una lunga serie di minacce e molestie da parte di un 40enne di nazionalità rumena. L’uomo, spesso in stato di ebbrezza, avrebbe perseguitato la donna con comportamenti aggressivi e invasivi, arrivando a minacciare lei e il suo badante con un coltello e a tentare di trascinarla dalla sedia a rotelle. Su richiesta della Procura di Reggio Calabria, il Tribunale ha disposto per l’indagato il divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi famigliari, l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 metri e l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti. Le testimonianze acquisite hanno confermato un quadro di condotte persecutorie gravi, che hanno costretto la donna a vivere chiusa in casa, rinunciando alla propria quotidianità e alla vita sociale. Anche in questo caso, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è considerato innocente fino a sentenza definitiva.
Infine, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno identificato il presunto responsabile di una serie di furti ai danni di chiese nella piana di Gioia Tauro. Le indagini, avviate dopo le denunce dei parroci, si sono basate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, che hanno permesso di ricostruire i movimenti dell’indagato e collegarlo a diversi episodi. Particolarmente grave è stato il furto nella parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, dove sono stati sottratti oggetti sacri e pissidi contenenti ostie consacrate, suscitando profondo sdegno nella comunità locale. Il sospettato è stato deferito all’Autorità giudiziaria, mentre le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità. Anche in questo caso, l’effettiva responsabilità sarà valutata nel corso del giudizio, considerando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Per tutti i procedimenti citati, si ricorda che gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.




