PoliticaRegione

Il ruolo del Mezzogiorno e della Calabria nel mondo che cambia

Di Francesca Straticò – Avvocato e membro del Direttivo Nazionale di Mezzogiorno Federato

È di questi ultimi giorni la decisione del governo spagnolo, guidato da Pedro Sánchez, di rilanciare il progetto del tunnel ferroviario sottomarino tra Spagna e Marocco, con l’annuncio della sua ultimazione entro il 2040. Non può e non deve sfuggire che questa opera non rappresenta un mero collegamento, bensì una scelta di visione geopolitica e infrastrutturale di lungo periodo. Il collegamento diretto tra Europa e Africa, attraverso lo Stretto di Gibilterra, è un’opera ingegneristica ambiziosa ma soprattutto è un investimento strategico nella geografia del futuro.
L’Africa è, infatti, il continente che nei prossimi decenni registrerà i più alti tassi di crescita demografica, urbana ed economica. Secondo le proiezioni ONU, entro il 2050 ospiterà oltre 2,5 miliardi di persone, con un’espansione urbana senza precedenti. In questo scenario, l’Europa non può permettersi di restare marginale. Serve una rete di connessioni stabili, rapide e integrate con il continente africano. Il tunnel Gibilterra-Marocco si pone di essere il primo tassello di questo mosaico, ma noi abbiamo l’occasione di divenire il più importante
L’Italia, infatti, e in particolare la Calabria, possono e devono assumere prontamente un ruolo attivo. La Calabria è la regione italiana più prossima alle coste africane, con una posizione baricentrica nel Mediterraneo che la rende naturalmente vocata a essere piattaforma logistica, energetica e culturale tra Europa e Africa. Ma questa vocazione va tradotta in politiche concrete.
Alla Calabria, ad esempio, serve un programma regionale, che pur non tralasciando gli interventi sulle problematiche cogenti, si ponga il fondamentale obiettivo di realizzare un progresso fondato su tre assi:

  1. Infrastrutture logistiche integrate e sostenibili:
  • Potenziamento dei porti di Gioia Tauro, Corigliano e Reggio Calabria come hub intermodali per merci e passeggeri, con connessioni ferroviarie ad alta capacità verso il Nord Italia e l’Europa.
  • Realizzazione di una Zona Economica Speciale (ZES) Mediterranea con fiscalità agevolata, semplificazioni doganali e attrazione di investimenti esteri.
  • Sviluppo di corridoi energetici verdi (idrogeno, eolico offshore, fotovoltaico) con interconnessioni verso il Nord Africa.
  1. Alta formazione, ricerca e cooperazione euro-africana:
  • Creazione di poli universitari e tecnologici con focus su ingegneria delle infrastrutture, transizione ecologica e relazioni euro-africane.
  • Programmi di scambio e cooperazione con università e centri di ricerca africani.
  • Incubatori per start-up orientate all’innovazione sociale, logistica, agritech e mobilità sostenibile.
  1. Governance federata del Mezzogiorno:
  • Costruzione di un’alleanza strategica tra Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna e Basilicata per la pianificazione congiunta di investimenti infrastrutturali e politiche industriali.
  • Istituzione di un Consiglio del Mezzogiorno Federato con poteri di coordinamento su mobilità, energia, formazione e attrazione investimenti.
  • Piano di utilizzo sinergico dei fondi europei (PNRR, FESR, FSE+) e nazionali per progetti condivisi e scalabili.

Assi queste, chirurgicamente dirette a determinare l’inversione del destino che sino ad ora ha attanagliato e bloccato le risorse, le energie e il capitale anche umano di questa nostra regione, e che possono determinare:

  • Sviluppo di un sistema logistico integrato e sostenibile per connettere Calabria e Nord Africa.
  • Investimenti in formazione e ricerca per creare professionalità competitive e cooperazione euro-africana.
  • Costruzione di una governance federata del Mezzogiorno per massimizzare impatto, efficienza e attrattività.

Questa è la sfida: niente di meno, niente di agile. La nostra terra non può più permettersi di rincorrere soluzioni parziali o compromessi al ribasso. È chiamata a sovvertire gli equilibri, a ribaltare priorità che offendono la storia contemporanea e tradiscono quella futura. È tempo che la Calabria si riconosca per ciò che è: un territorio ricco di potenzialità, con un ruolo strategico nel progresso dell’Italia e dell’Europa. Non è più il momento di chiedere, ma di esigere. La trasformazione della prossimità geografica in centralità geopolitica dipende da noi, e questo passaggio deve includere il prezzo – e l’orgoglio – del riscatto da secoli di marginalità e subordinazione. La Calabria può e deve diventare ponte tra continenti, fucina di innovazione mediterranea, propulsore di sviluppo. Ma perché ciò accada, serve una visione riformista moderna, coraggiosa e consapevole, capace di leggere queste istanze non come utopie, ma come necessità storiche. Il tempo dell’attesa è finito. Ora è il tempo della pretesa, dell’investimento e della costruzione. È tempo di pensiero, visione e leadership.
Siamo pronti?

Redazione

Redazione è il nome sotto il quale voi lettori avrete la possibilità di trovare quotidianamente aggiornamenti provenienti dagli Uffici Stampa delle Forze dell’Ordine, degli Enti Amministrativi locali e sovraordinati, delle associazioni operanti sul territorio e persino dei professionisti che sceglieranno le pagine del nostro quotidiano online per aiutarvi ad avere maggiore familiarità con gli aspetti più complessi della nostra realtà sociale. Un’interfaccia che vi aiuterà a rimanere costantemente aggiornati su ciò che vi circonda e vi darà gli strumenti per interpretare al meglio il nostro tempo così complesso.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button