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Falcomatà: “Serve un piano straordinario contro la povertà”

Due temi solo apparentemente distanti, quello della povertà e quello della cultura, si sono intrecciati nelle ultime ore nell’attività istituzionale del Comune di Reggio Calabria. Da un lato, il sindaco Giuseppe Falcomatà e l’assessore al Welfare Lucia Nucera hanno lanciato un appello accorato contro la crisi economica e sociale che colpisce migliaia di famiglie calabresi; dall’altro, Palazzo San Giorgio ha ospitato la presentazione della terza edizione del volume Filosofia della complessità, un momento di riflessione e dialogo tra le sponde dello Stretto.
Commentando i dati diffusi dall’Istat, Falcomatà e Nucera hanno denunciato la condizione di povertà strutturale che affligge la Calabria, sottolineando come “le politiche nazionali e regionali non solo non abbiano saputo risolvere il problema, ma in molti casi lo abbiano aggravato”. Secondo l’Istat, nel 2024 il 23,5% delle famiglie calabresi vive con una spesa mensile inferiore alla soglia minima, senza la possibilità di sostenere i costi per beni e servizi essenziali.
“È la Calabria reale – hanno affermato – quella che si indebita per la spesa corrente e non per investimenti, quella che si rivolge alle banche per arrivare a fine mese e non per acquistare una casa. È una Calabria che la Regione preferisce non mostrare, come se la povertà non esistesse”.
Il sindaco e l’assessore hanno accusato Governo e Regione di lasciare i Comuni soli nella gestione delle emergenze sociali, chiedendo “un vero e proprio Piano straordinario contro la povertà” e investimenti concreti in lavoro, istruzione, servizi sociali e infrastrutture. “Chiediamo al presidente Roberto Occhiuto di aprire un confronto vero con i territori, con il terzo settore e con le parti sociali, smettendo di ignorare la voce di chi vive quotidianamente la difficoltà e l’incertezza del domani”.
Falcomatà e Nucera hanno poi ribadito la volontà dell’Amministrazione di “continuare a difendere la dignità dei cittadini calabresi e il diritto di questa terra a un futuro migliore”.
Proprio a Palazzo San Giorgio, sede simbolo della città, la cultura è stata protagonista con la presentazione della terza edizione del volume Filosofia della complessità, organizzata dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. L’incontro, alla presenza del sindaco, ha visto la partecipazione di studiosi di rilievo come Giuseppe Gembillo e Annamaria Anselmo dell’Università di Messina, e di Daniele Cananzi, prorettore dell’Università Mediterranea.
Falcomatà ha evidenziato l’importanza di costruire “ponti culturali con Messina”, ricordando che l’area dello Stretto è un patrimonio condiviso anche sul piano culturale e identitario. «Siamo felici – ha affermato – quando i saloni della città vengono scelti per ospitare iniziative di alto valore culturale: è il segno che questi luoghi sono diventati davvero la casa dei cittadini e che esiste un dialogo continuo tra istituzioni e associazioni».
Durante il confronto è stato sottolineato come «se lo Stretto di Messina è liquido, la cultura lo rende solido», espressione che sintetizza lo spirito della manifestazione e la volontà di consolidare il dialogo tra le due sponde attraverso il pensiero e la conoscenza.
In un momento in cui i dati economici mostrano la fragilità del territorio, la cultura emerge come strumento di coesione e riscatto sociale, capace di unire e dare voce a una Calabria che vuole reagire. «Solo investendo nella cultura e nella solidarietà – ha concluso Falcomatà – possiamo costruire una comunità più giusta e un futuro in cui nessuno resti indietro.»

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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