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Concessione del Centro Gennaro di Marina di Gioiosa: “Non chiarita la mancanza di trasparenza”

Dall’Ufficio Stampa Marina in Prospettiva

Abbiamo letto con stupore il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale, che riteniamo non solo paradossale, ma anche privo di una reale smentita rispetto ai fatti da noi evidenziati.
Ci accusano di falsità, ma in cosa consisterebbe questa presunta falsità?
Non è stato infatti smentito che la presidente dell’associazione beneficiaria della concessione del Centro Egidio Gennaro sia la moglie del Sindaco. Una circostanza che, pur potendo rientrare nella legalità formale, appare quanto meno inopportuna sul piano etico e politico.
Sorge spontaneo domandarsi se la gratuità di certe concessioni sia riservata solo ad alcuni casi.
Appare poi fuori luogo parlare di “utilità pubblica e sociale”: davvero si vuole sostenere che un’associazione di burraco rappresenti un interesse pubblico, mentre le associazioni sportive e gli anziani vengono messi da parte?
Ci risulta, inoltre, che nella seduta di Giunta del 6 ottobre 2025 (delibera nº 106) il Sindaco Femia fosse presente e abbia partecipato a tutte le votazioni, a eccezione di quella relativa alla concessione in questione. Una scelta che non dissipa i dubbi, ma anzi li rafforza.
L’Amministrazione sostiene di non aver escluso le associazioni sportive, sostenendo che siano state esse a non partecipare. Ma con quali condizioni?
L’avviso pubblico è apparso improvvisato, prevedendo una concessione di durata annuale – troppo breve per consentire qualsiasi ammortamento degli investimenti – e con scadenza a campionati già avviati, quando le società sono ormai organizzate.
Un bando così strutturato rappresenta, di fatto, una forma di esclusione che ignora le reali esigenze delle realtà sportive locali.
A ciò si aggiunge il divieto di partecipazione congiunta tra più associazioni, che avrebbe invece permesso una gestione condivisa e sostenibile delle spese.
Annunciamo sin d’ora che sulla vicenda forniremo ulteriori elementi nella prossima seduta del Consiglio comunale – se e quando verrà convocata.
Ricordiamo, infatti, che l’ultima seduta risale alla fine di luglio: una situazione senza precedenti e profondamente lesiva dei principi democratici e di trasparenza istituzionale.
In merito all’invito dell’Amministrazione a “superare la logica del sospetto e della contrapposizione”, respingiamo con decisione questa rappresentazione distorta.
La minoranza consiliare non è mai stata messa nelle condizioni di collaborare, poiché ogni decisione di rilievo viene assunta esclusivamente dalla maggioranza, senza confronto, senza ascolto e – troppo spesso – senza nemmeno la convocazione del Consiglio comunale.
Non è dunque la minoranza a voler creare contrapposizione, ma è la maggioranza che, con un metodo chiuso e autoreferenziale, esclude qualsiasi forma di partecipazione e condivisione.

Redazione

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