QBRF presenta esposto alla Procura sulle condizioni disumane dei detenuti di Opera

L’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family – ONLUS, attiva nella tutela dei diritti delle persone private della libertà personale, ha presentato formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Milano per denunciare le condizioni disumane in cui versano i detenuti della Casa di Reclusione di Milano Opera, in particolare nelle sezioni A, B e C del quarto piano del primo blocco.
La denuncia è accompagnata da una lettera collettiva firmata da 135 detenuti, nella quale si segnalano 43 diverse criticità strutturali, igienico-sanitarie, organizzative e trattamentali: mancanza di acqua calda, docce rotte, muffa nelle pareti, infiltrazioni d’acqua dalle finestre, assenza di riscaldamenti, disattivazione dei campanelli d’emergenza, distribuzione errata delle terapie e carenza cronica di personale sanitario.
“Chi si ammala, spesso deve bussare e urlare per chiedere aiuto. I campanelli non funzionano più”, si legge in uno dei passaggi della lettera.
A ciò si aggiungono gravi ostacoli al diritto alla difesa e ai legami famigliari: le telefonate sono rarissime, le videochiamate quasi assenti, e l’accesso ai colloqui legali e con i parenti è spesso soggetto a ritardi immotivati. I detenuti denunciano anche la totale assenza di attività scolastiche, culturali e lavorative, e la palestra è inutilizzabile da mesi per motivi strutturali mai risolti.
Il caso è approdato anche in Parlamento, dove la deputata Silvia Roggiani ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, chiedendo “interventi urgenti per il ripristino della legalità costituzionale”.
L’Associazione QBRF chiede:
- L’apertura immediata di un’indagine penale su eventuali omissioni e responsabilità;
- L’invio urgente di una commissione ispettiva esterna, con la presenza di ASL, NAS e Garante nazionale;
- L’adozione di misure straordinarie per la messa in sicurezza degli impianti e il ripristino delle condizioni minime di vivibilità, in conformità alla Costituzione e alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
“Il carcere non può essere una zona grigia dove la dignità umana viene sospesa. Chi sconta una pena non può essere condannato anche all’abbandono, alla malattia o al silenzio delle istituzioni. Le condizioni denunciate configurano un allarme nazionale: lo Stato deve rispondere”. Dichiarano la presidente Nadia Di Rocco, la vice presidente Avv. Guendalina Chiesi e gli avvocati Fabio Costa e Simona Patrone.
L’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family continuerà a monitorare la situazione, offrendo supporto legale, umano e sociale ai detenuti e ai loro famigliari, affinché venga garantito il rispetto dei diritti fondamentali anche oltre le sbarre.




