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Brunetti entra nel PD: a Reggio Calabria un passo verso l’unità e il rinnovamento

Il Vicesindaco di Reggio Calabria Paolo Brunetti ha ufficializzato la propria adesione al Partito Democratico, definendola «un ritorno a casa, nella famiglia politica cui sento di appartenere». La decisione, maturata dopo un percorso nei movimenti civici e in Italia Viva, segna un passaggio importante nella vita amministrativa e politica cittadina.
«L’adesione al Partito Democratico rappresenta la naturale evoluzione di un percorso politico e amministrativo condiviso con il Sindaco Falcomatà – ha spiegato Brunetti. – Ho sempre creduto nei valori del riformismo progressista e nella necessità di unire le energie migliori per dare risposte concrete alla nostra città. Entrare nel PD significa rafforzare questa squadra, lavorando accanto al sindaco per un partito più aperto, inclusivo e rappresentativo delle istanze del territorio».
Il Sindaco Giuseppe Falcomatà ha accolto con favore la scelta del suo vice, sottolineando che «la serietà, la competenza e il radicamento territoriale di Paolo Brunetti saranno risorse preziose per il Partito Democratico». E ancora: «Il suo ingresso nel PD rafforza la nostra identità e consolida l’unità del centrosinistra, in vista anche delle prossime sfide amministrative».
Poco dopo l’annuncio dell’adesione di Brunetti, il sindaco Giuseppe Falcomatà è intervenuto sulle recenti polemiche interne al PD metropolitano, chiarendo la posizione dell’Amministrazione comunale e il senso politico delle decisioni assunte.
«Leggo sulla stampa la nota della federazione metropolitana del Partito Democratico che vorrebbe riscrivere il Tuel e le prerogative del sindaco – ha dichiarato Falcomatà. – Le scelte effettuate sono necessarie e vanno nella direzione di un allargamento della rappresentanza del PD in Giunta, che oggi, con la rimodulazione e con l’adesione del vicesindaco Brunetti, conta più di due terzi dei componenti iscritti al Partito».
Il sindaco ha definito «bislacca e incomprensibile» la polemica sorta attorno alla riorganizzazione della Giunta, ricordando che la decisione era stata preventivamente comunicata al segretario metropolitano e al capogruppo consiliare. «La richiesta di posticipare la comunicazione delle nomine di 24 ore – ha aggiunto – non può rappresentare il pretesto per una forma di ingerenza alla quale non intendo prestarmi».
Falcomatà ha poi sottolineato che «evidentemente a qualcuno dà fastidio se il Partito cresce all’interno delle istituzioni», richiamando l’attenzione sul rischio che attacchi interni «possano minare la stabilità dell’unica grande città calabrese guidata dal Partito Democratico».
In chiusura, il sindaco ha ribadito il proprio impegno per il rinnovamento politico e istituzionale: «È arrivato il momento di offrire alla Calabria un’alternativa credibile all’abitudine alle sconfitte. L’azione politica non può più vivere di unanimismi ed equilibrismi».
Con queste parole, Falcomatà ha voluto riaffermare la centralità di un PD unito e dinamico, capace di guidare il cambiamento della città e dell’intero territorio calabrese.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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