I Carabinieri tra operazioni di contrasto e valori di servizio

Un bunker nascosto sotto una stalla in mezzo alla fitta vegetazione aspromontana, trasformato in una serra “indoor” per la coltivazione di marijuana, è stato scoperto dai Carabinieri della Stazione di Platì, insieme ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e del 14º Battaglione Calabria, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio.
Padre e figlio, denunciati in stato di libertà, sono ritenuti responsabili di aver realizzato un vero e proprio laboratorio sotterraneo per la produzione di cannabis. L’indagine è partita da un dettaglio insolito: un cavo elettrico che si perdeva tra gli alberi, seguito dai militari per centinaia di metri fino a un capanno agricolo apparentemente abbandonato, che nascondeva un ingresso segreto azionato da un sistema di contrappesi.
All’interno, i Carabinieri hanno trovato una piantagione con piante alte fino a 110 centimetri, illuminate e ventilate da un sofisticato impianto elettrico e di aerazione, alimentato da un allaccio abusivo alla rete pubblica. L’intera struttura, realizzata abusivamente, era un vero e proprio bunker hi-tech per la coltivazione illegale, con trasformatori, lampade e ventilatori installati per simulare le condizioni ideali di una serra professionale.
L’operazione rientra nella strategia di contrasto al narcotraffico condotta dalla Compagnia di Locri, che continua a monitorare le aree più impervie dell’Aspromonte grazie alla profonda conoscenza del territorio e all’esperienza dei militari. Si precisa che le persone coinvolte sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto delle garanzie dell’ordinamento.
Parallelamente, a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha presentato alla presenza del Ministro della Difesa Guido Crosetto il Calendario Storico dell’Arma – Edizione 2026, giunto alla sua 93ª edizione.
Con oltre 1.200.000 copie stampate, traduzioni in otto lingue e versioni anche in sardo e friulano, il Calendario si conferma uno dei prodotti editoriali più amati e simbolici dell’Arma, capace di rinnovare ogni anno il legame di fiducia e vicinanza tra i Carabinieri e il Paese.
Il tema scelto per il 2026, Eroi quotidiani, è un omaggio alle donne e agli uomini dell’Arma che ogni giorno, nelle città e nei piccoli centri, in Italia e all’estero, operano silenziosamente al servizio del bene comune. Le tavole, firmate dall’artista René (Luigi Valeno), reinterpretano con la vivacità della Pop Art la presenza dei Carabinieri nella vita di tutti i giorni, mentre i testi di Maurizio De Giovanni raccontano, in forma epistolare, la voce di un giovane militare che narra ai propri genitori le ragioni della sua scelta e i valori che la ispirano.
Il filo conduttore è la “cura”, intesa come dedizione quotidiana e silenziosa verso il prossimo: un messaggio di fiducia, solidarietà e servizio che attraversa tutte le tavole del Calendario.
La prefazione di Aldo Cazzullo ripercorre la storia dell’Arma come pilastro dell’unità nazionale, mentre la postfazione di Massimo Lugli restituisce il volto umano di chi, con gesti semplici, garantisce sicurezza e conforto ai cittadini.
Come sottolinea il Generale Luongo nella sua introduzione, «a chi fa progetti di vita, non di morte, dedichiamo il Calendario. A loro offriamo il costante impegno, l’incessante dedizione, in una parola, la cura».
Oltre al Calendario, sono stati presentati anche l’Agenda 2026, il calendario da tavolo I Carabinieri nello sport e il Planning I Reparti a Cavallo dell’Arma, tutti accomunati dal messaggio di impegno, disciplina e prossimità alle comunità.
Il ricavato delle pubblicazioni sarà devoluto all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri (ONAOMAC) e all’Ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari, a conferma di un impegno che, dentro e fuori dal servizio, continua a tradursi in gesti concreti di solidarietà.




