Lavoro, stabilità e giustizia sociale: la CGIL Calabria chiede scelte coraggiose e concrete

La CGIL Calabria, insieme a CISL e UIL, rilancia con forza la necessità di una nuova stagione di confronto costruttivo con le istituzioni, ma anche di risposte concrete per i lavoratori, i giovani e le famiglie calabresi. Due vicende emblematiche – la vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) e le scelte del Comune di Crotone – mettono in luce, ancora una volta, il bisogno di una politica del lavoro fondata su stabilità, dignità e sviluppo.
Il coordinatore Nidil CGIL Calabria, Ivan Ferraro, ha espresso una dura critica nei confronti del Comune di Crotone, che ha pubblicato nuovi avvisi per il reclutamento di personale tramite un’agenzia interinale, rinunciando alla stabilizzazione dei 33 tirocinanti di inclusione sociale in servizio da anni presso l’ente.
Ferraro parla di una decisione «che va in direzione opposta rispetto ai principi di buona amministrazione e di giustizia sociale», ricordando che «le risorse economiche per il personale esistono, ma si è scelto di destinarle a forme di impiego temporanee e precarie».
Il sindacato sottolinea che il percorso di stabilizzazione dei tirocinanti è stato frutto esclusivo della pressione sindacale, che ha portato, dopo mesi di confronto, a 25 assunzioni su 33 lavoratori, lasciandone però 8 ancora esclusi.
«L’amministrazione avrebbe potuto e dovuto fare di più – afferma Ferraro – utilizzando ogni margine possibile per garantire continuità e piena valorizzazione di chi, per anni, ha servito la comunità con impegno e professionalità. Questa scelta non è flessibilità, ma precarietà mascherata».
Il coordinatore Nidil CGIL invita infine il Comune a «individuare nei prossimi mesi soluzioni concrete per i lavoratori esclusi, in collaborazione con la Regione Calabria e le organizzazioni sindacali», ricordando che «dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e anni di servizio».
Parallelamente, la CGIL, insieme a CISL e UIL Calabria, accoglie positivamente l’apertura di un nuovo tavolo di confronto con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, definendolo “l’inizio di una fase che deve tradursi in risultati tangibili per la collettività”.
Le sigle sindacali hanno presentato una piattaforma unitaria che pone al centro lavoro, sviluppo sostenibile, giustizia sociale e sanità pubblica. Tra le priorità evidenziate figurano il rafforzamento della Commissione per l’emersione dal lavoro nero, per combattere sfruttamento e illegalità, un piano straordinario di formazione per la transizione ecologica e digitale, la digitalizzazione del sistema formativo regionale per rendere verificabili le competenze, una riforma dell’addizionale IRPEF basata su equità e progressività, il monitoraggio rigoroso dei fondi PNRR, in particolare su sanità e inclusione, l’uscita dal commissariamento sanitario e un piano di assunzioni nel sistema sanitario regionale e una strategia integrata per la ZES e la riqualificazione delle aree industriali.
Sul fronte occupazionale, CGIL, CISL e UIL ribadiscono la centralità della vertenza TIS, ricordando che oltre mille lavoratori attendono una prospettiva stabile: “Non si può parlare di sviluppo lasciando indietro chi ha già dimostrato competenza e disponibilità al servizio delle comunità locali”.
La CGIL Calabria conclude sottolineando che “le scelte politiche sul lavoro non sono mai neutre: o si sceglie di stabilizzare e riconoscere il valore sociale dei lavoratori, o si sceglie di perpetuare la precarietà”.
Il sindacato unitario conferma che vigilerà con determinazione affinché il confronto con la Regione si traduca in atti concreti e tempi certi, a tutela dei diritti del lavoro, della dignità e della giustizia sociale in tutta la Calabria.




