
Dalle prime mosse del nuovo esecutivo regionale alle sfide infrastrutturali che coinvolgono il Sud, fino alla costruzione di un fronte progressista compatto: l’europarlamentare Pasquale Tridico entra nel vivo della fase post-elettorale con una serie di interventi pubblici e iniziative politiche che delineano il perimetro della sua azione nei prossimi mesi.
In merito alla nuova giunta regionale, Tridico denuncia una gestione accentrata del potere da parte del presidente Roberto Occhiuto, parlando apertamente di «accentramento e concentrazione del potere nell’ambito esclusivo del suo cerchio magico». Una dinamica che, secondo l’europarlamentare, sarebbe confermata dai primi incarichi assegnati e da un metodo basato su «fedeltà personale, relazioni prossime e legami familo-amicali».
Tridico critica inoltre la scelta degli assessori, descritta come frutto di «puro fatalismo», e la mancanza di rappresentanza per città importanti come Reggio Calabria, sostenendo che «la nostra regione è destinata ad essere divorata da una classe dirigente che ha ridotto i calabresi a votare esclusivamente per bisogno».
Parallelamente, l’eurodeputato interviene sul fronte nazionale ed europeo dopo la mancata inclusione della Calabria nella nuova rete dell’alta velocità prevista dall’Unione Europea. Una decisione giudicata «gravissima» e in contrasto con l’articolo 170 del Trattato sul funzionamento dell’UE. Tridico annuncia che il Movimento 5 Stelle ha già presentato un’interrogazione alla Commissione europea, invitando Governo e Regione — guidati dal centrodestra, che a Bruxelles sostiene la maggioranza — a «protestare e chiedere spiegazioni» per quella che definisce «una scelta vergognosa che allontana il Sud dallo sviluppo».
Intanto, continua il percorso di confronto avviato nella campagna elettorale. A Cosenza, nell’incontro promosso da Asprom dal titolo Le urne e la Calabria, Tridico ha concluso un dibattito a più voci che ha visto la partecipazione del sindaco Franz Caruso, della sindaca Giusy Caminiti, del direttore de Il Quotidiano del Sud Massimo Razzi e dell’economista Domenico Cersosimo.
Il confronto con i territori resta per l’europarlamentare un punto centrale. Tridico rivendica infatti il valore del percorso politico costruito negli ultimi mesi: «Abbiamo risvegliato le coscienze progressiste e di molti calabresi», sottolinea, parlando di un patrimonio da non disperdere. Da qui l’impegno a «consolidare, rafforzare e rilanciare» una piattaforma comune tra M5S, Pd, Avs e Casa Riformista, con l’obiettivo di presentarsi uniti ai prossimi appuntamenti elettorali, a partire dalle amministrative di Reggio Calabria.
Nel frattempo, in vista dell’avvio della legislatura regionale, il fronte progressista si organizza. Tridico annuncia la creazione di «un intergruppo di minoranza in consiglio regionale», da lui coordinato, con l’obiettivo di condurre «un’opposizione compatta, dura, serrata, nell’esclusivo interesse dei calabresi».
L’europarlamentare comunica inoltre di aver depositato la rinuncia a compensi e indennità previsti per i consiglieri regionali, dichiarando che deciderà il proprio futuro politico entro i trenta giorni previsti dalla proclamazione.
Le diverse iniziative e dichiarazioni delineano così il nuovo corso di Tridico: un’opposizione strutturata, un impegno costante nei territori e un’attenzione particolare ai nodi cruciali dello sviluppo calabrese, dalle scelte politiche regionali alle grandi infrastrutture continentali.




