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Falcomatà saluta il Consiglio comunale: «Un viaggio bellissimo e un grande onore»

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, convocata per la contestazione dell’incompatibilità sopravvenuta dopo la sua elezione in Consiglio regionale, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha rivolto un saluto istituzionale all’aula, segnando di fatto l’avvio di un nuovo percorso politico.
Dopo aver salutato consiglieri, pubblico, dirigenti e funzionari, e aver dato il benvenuto ai nuovi assessori, Falcomatà ha sottolineato il valore simbolico di questo passaggio. «Vuole essere un saluto all’aula, ma non un saluto alla città», ha precisato, evidenziando che il nuovo incarico rappresenta un modo per continuare a mettersi in gioco per Reggio, la provincia e la Calabria. Ha definito motivo di orgoglio e responsabilità il fatto di essere «l’unico reggino a rappresentare la città in Consiglio regionale».
Nel suo intervento, il sindaco ha invitato a non perdere di vista il ruolo istituzionale, ricordando come «ritrovarsi dalla stessa parte di ciò che un tempo si combatteva è un rischio da evitare». Ha poi ripercorso alcuni dei momenti più significativi delle sue consiliature, soffermandosi sull’intitolazione dell’aula a Piero Battaglia. Falcomatà ha ricordato il ruolo decisivo dell’ex sindaco durante i moti di Reggio e la sua battaglia politica che portò a mantenere in città la sede del Consiglio regionale, oltre al celebre Decreto Reggio, da cui scaturirono molte opere simbolo degli anni ’90.
Il sindaco ha poi rivolto un pensiero ai dirigenti, ai dipendenti comunali e al personale di staff, citando in particolare Pierluigi D’Apice come esempio di dedizione e servizio. Non è mancato un ringraziamento ai consiglieri, maggioranza e opposizione: «Vi ho sempre riconosciuto come avversari, non come nemici», ha detto, ribadendo il valore del rispetto reciproco e dell’amore condiviso per la città.
Riflettendo sul clima politico degli ultimi anni, Falcomatà ha ricordato che «la politica è l’arte della mediazione», un esercizio indispensabile per mantenere vivo il confronto democratico anche nei momenti più complessi. Pur riconoscendo che non sempre è stato possibile trovare un punto d’incontro, ha evidenziato come non siano mai mancati dialogo e partecipazione.
In chiusura, il sindaco ha lasciato spazio a un’immagine evocativa del suo doppio mandato: «Da timoniere ho sempre pensato al bene dei naviganti: abbiamo tolto acqua, riparato le falle e traghettato la nave verso porti sicuri. E lo abbiamo fatto insieme», chiudendo con un congedo colmo di gratitudine: «È stato un viaggio bellissimo e per me un grande onore».

Umberto Landi

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