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Antonio Tallura brilla ne “Il fu Mattia Pascal” di Marco Tullio Giordana

Antonio Tallura, attore locrese dal percorso solido e sempre più riconosciuto, torna al centro della scena con un nuovo impegno di prestigio. Il suo talento approda infatti nella produzione del nuovo adattamento de Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, diretto da Marco Tullio Giordana, uno spettacolo che sta ottenendo un forte riscontro di pubblico e critica.
La produzione ha affidato a Geppy Gleijeses il ruolo del protagonista, immerso nella spirale di identità mancate e riflessioni amare che compongono il capolavoro pirandelliano. Secondo la critica la regia, essenziale e incisiva, valorizza il testo senza appesantirlo, lasciando spazio alla forza degli interpreti.
In questo contesto spicca la presenza del nostro Antonio, che dà vita all’enigmatico Anselmo Paleari, personaggio sospeso tra ironia e misticismo. L’attore lo definisce «a tutto tondo, surreale, immerso nel mondo della Theosofia, fermamente convinto che la morte sia solo un grande buio immaginario, un inganno della nostra mente». Nei suoi gesti e nella sua voce prende forma un uomo che dialoga con l’ignoto, evoca anime sul piano astrale e conduce lo spettatore dentro una dimensione sospesa, tra filosofia e inquietudine.
La presenza di Tallura contribuisce a rendere la commedia amara ma punteggiata da momenti di ironia, come nella migliore tradizione pirandelliana. Un’interpretazione che sta incontrando un consenso crescente e che conferma la capacità a noi già nota dell’attore locrese di inserirsi con naturalezza in contesti teatrali di ogni genere.
Lo spettacolo resterà in scena fino a oggi, 23 novembre, per poi partire in tournée attraverso l’Italia, portando con sé un cast di grande livello e un successo ormai consolidato che ci auguriamo possa arrivare presto anche alle nostre latitudini.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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