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CGIL Calabria: tre fronti aperti tra qualità della vita, diritti dei lavoratori e lotta allo sfruttamento

La CGIL Calabria accende i riflettori su tre criticità decisive per il presente e il futuro della regione. Dal drammatico quadro emerso sull’ultima indagine nazionale sulla qualità della vita, alla protesta degli ispettori del lavoro contro le mancate tutele, fino alla nuova mobilitazione delle Brigate del Lavoro della FLAI CGIL contro caporalato e sfruttamento nelle campagne. Tre temi solo in apparenza distanti che, letti insieme, raccontano di una Calabria ancora schiacciata da disuguaglianze profonde, servizi insufficienti e un mercato del lavoro fragile, dove i diritti continuano a essere terreno di scontro quotidiano.

Un territorio che arretra mentre si moltiplicano le opere di propaganda

Secondo l’ultima indagine di Italia Oggi, la Calabria resta stabilmente in fondo alle classifiche sulla qualità della vita, con tre province tra le ultime cinque in Italia. Salute, ambiente, trasporti, infrastrutture e servizi continuano a mostrare un quadro di sofferenza cronica, mentre nel dibattito pubblico nazionale tornano centrali «Ponte sullo Stretto» e autonomia differenziata, temi che per la CGIL rischiano di aggravare un divario già enorme.
«La Calabria affonda e il governo pensa a Ponte e Autonomia Differenziata» ha affermato il Segretario Generale della CGIL Calabria Gianfranco Trotta criticando il riemergere di pre-intese tra il ministro Calderoli e alcune regioni del Nord, nonostante le osservazioni della Corte Costituzionale. Allo stesso modo, Trotta sottolinea come la Calabria sia stata addirittura esclusa dalla mappa dell’Alta Velocità della Commissione Europea, mentre i fondi inizialmente destinati alla rete ferroviaria vengono dirottati proprio verso il Ponte.
Una scelta che per il sindacato alimenta ulteriori squilibri: molte aree della regione restano infatti isolate e impoverite dalla mancanza di infrastrutture essenziali. Intanto, i cittadini continuano a fare i conti con servizi sanitari insufficienti, carenza di medici e trasporti inadeguati. «Pretendiamo dal governo misure concrete, non propaganda», conclude Trotta.

La protesta degli Ispettori del Lavoro: “Stanchi di essere chiamati solo quando c’è un morto”

Martedì 25 novembre i lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro scenderanno in piazza davanti alle prefetture di Catanzaro e Cosenza. Una mobilitazione ampia e trasversale, sostenuta da FP CGIL, UILPA e USB PI, che punta a denunciare l’ennesima esclusione dell’INL dall’aumento del salario accessorio previsto dal Decreto-Legge PA.
Le recenti misure del cosiddetto Decreto sicurezza sul lavoro introducono elementi positivi, come l’aumento del fondo per l’efficientamento e l’autorizzazione all’assunzione di 300 ispettori nel triennio 2026-2028. Ma il sindacato denuncia che dal testo finale sono scomparse norme fondamentali come misure di welfare per i dipendenti e la possibilità per l’INL di usare fondi propri per sicurezza e infrastrutture informatiche, elementi decisivi per un’attività ispettiva efficiente.
“Non possiamo essere chiamati in causa solo quando c’è un infortunio o un morto sul lavoro” dichiarano i rappresentanti dei lavoratori, sottolineando che l’ultimo concorso non coprirà neanche la metà dei posti disponibili, segnale evidente di una retribuzione considerata troppo bassa rispetto alle responsabilità richieste.
La CGIL chiede strumenti adeguati per permettere all’Ispettorato di contrastare davvero i fenomeni strutturali di illegalità, superando una logica “a numeri” che valorizza solo la quantità di ispezioni senza guardare alla qualità e all’impatto.

Il sindacato torna nelle campagne della Piana di Gioia Tauro

Dal 24 al 28 novembre tornano in Calabria le Brigate del Lavoro della FLAI CGIL, una delle iniziative più concrete nella lotta a caporalato e sfruttamento agricolo. Sindacalisti provenienti da tutta Italia attraverseranno la Piana di Gioia Tauro e altri territori simbolo dell’agricoltura calabrese per incontrare lavoratori e lavoratrici impegnati nella raccolta di olive e agrumi.
L’obiettivo è sempre rompere l’invisibilità del lavoro agricolo sfruttato, informare sui diritti, segnalare abusi e costruire percorsi di tutela reale. Durante la settimana verrà inaugurato anche il container Casa dei Popoli nella tendopoli di San Ferdinando, donato dalla Caritas parrocchiale, che diventerà un presidio stabile di supporto burocratico e legale.
La campagna si chiuderà il 28 novembre con un convegno dal titolo Quale modello di accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori in agricoltura?, un momento di confronto che vuole tenere accesi i riflettori su una delle ferite sociali più profonde della regione.

Una visione di sviluppo concreta, inclusiva e credibile

Tre interventi, un’unica fotografia: una Calabria che resiste ma continua a pagare il prezzo più alto dell’assenza di politiche strutturali, della debolezza dei servizi e dell’abbandono delle sue periferie sociali ed economiche. La CGIL, da prospettive diverse, lancia un messaggio unico per il quale la sicurezza, la dignità e il lavoro non possono essere affidati alla propaganda, ma devono tornare al centro di una visione di sviluppo concreta, inclusiva e credibile.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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