Pasquale Tridico: “Mezzogiorno a rischio, basta con le scelte miopi!”

Le recenti prese di posizione dell’europarlamentare Pasquale Tridico delineano un fronte di critica articolato e deciso nei confronti di scelte aziendali, istituzionali e governative che – secondo lui – mettono a rischio diritti, territori e prospettive di sviluppo del Mezzogiorno. Dalla vertenza Telecontact alla situazione politica calabrese, passando per il dibattito sul Ponte sullo Stretto e sull’autonomia differenziata, emerge un quadro di tensioni che l’eurodeputato denuncia con forza.
Sulla vicenda Telecontact, Tridico definisce «grottesca» la gestione del trasferimento di 1.591 dipendenti verso la nuova società Dna, controllata da Gruppo Distribuzione. Una scelta che, a suo avviso, non garantisce il futuro occupazionale dei lavoratori né una reale strategia industriale. «Dietro questa operazione di maquillage industriale – sostiene – si intravedono possibili tagli ed esuberi una volta scaduti i periodi di garanzia». L’europarlamentare esprime solidarietà ai dipendenti e pieno sostegno allo sciopero, giudicando la manovra priva di prospettive e potenzialmente dannosa per centinaia di famiglie, soprattutto nei territori più fragili come Catanzaro e Napoli.
Non meno duro il commento sulla recente crisi istituzionale che ha coinvolto il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. Tridico parla di «tira e molla stucchevole» e di un comportamento che «nulla ha di deontologico», criticando le dimissioni prima presentate e poi ritirate dal primo cittadino dopo l’aggressione a un consigliere di opposizione. «Voce avrebbe fatto bene a non ritirare le dimissioni, dimostrando quella integrità morale che i cittadini si aspettano dalle istituzioni», afferma, sottolineando come la città non possa diventare teatro di un “avanspettacolo politico”.
Ampio spazio anche alle politiche nazionali su infrastrutture e riforme istituzionali. A seguito della nuova bocciatura della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto, Tridico rivendica l’utilità della sua interrogazione parlamentare alla Commissione Europea, che – secondo lui – avrebbe contribuito a far emergere ulteriori criticità. «È un’opera non prioritaria per il Paese», afferma, sostenendo che il governo dovrebbe occuparsi prima di potenziare infrastrutture essenziali in Calabria e Sicilia, dai collegamenti ferroviari ai servizi strategici, ancora segnati da ritardi e condizioni obsolete. La sua denuncia si estende poi alle intese sull’autonomia differenziata, giudicate «atti gravissimi» che rischiano di approfondire ulteriormente il divario Nord-Sud, privando le regioni meridionali delle tutele minime garantite dai livelli essenziali delle prestazioni.
Infine, l’eurodeputato attacca frontalmente la maggioranza regionale calabrese, accusata di voler «allargare la giunta e creare nuove poltrone» mentre la Calabria continua a fronteggiare emergenze come la sanità al collasso, la carenza idrica, la viabilità compromessa e lo spopolamento delle comunità interne. Tridico denuncia il tentativo di modificare lo Statuto regionale per aumentare incarichi e sottosegretariati, superando di fatto il referendum consultivo previsto per le modifiche più rilevanti. «Una manovra inaccettabile – afferma – che rischia di blindare il potere, impedendo ai cittadini di esprimersi sulla loro stessa “costituzione regionale”». L’intergruppo di opposizione, di cui si fa portavoce, si dice pronto a «valutare tutti gli strumenti, compreso un ricorso mirato, per fermare questa deriva».
La linea di Tridico è chiara: difesa dei lavoratori, tutela dei territori e contrasto a quelle che definisce scelte politiche miopi o di mera convenienza. Un’agenda che punta a riportare al centro dell’attenzione pubblica le reali priorità del Mezzogiorno.




