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“Mare Aperto”: Enzo Niutta e la Locride raccontano il Mediterraneo a Sant’Ilario

La tappa di Sant’Ilario dello Ionio del progetto itinerante Azzurro di Calabria, che ha coinvolto quindici comuni della Locride sotto il coordinamento di Portigliola, ha trovato nella mostra Mare Aperto di Enzo Niutta uno dei momenti più intensi dell’intero percorso. La curatrice, Marò d’Agostino, gallerista e storica dell’arte, racconta di aver scelto le opere dell’artista di Caulonia perché raccontano il mare senza retorica, unendo romanticismo paesaggistico ed espressionismo civile.
A colpire maggiormente sono le installazioni realizzate come piccole teche, Wunderkammer al contrario, in cui non si espongono meraviglie ma frammenti di vita quotidiana di uomini e donne per cui il mare è stato salvezza o tragedia. Oggetti semplici – foto, medicine, carte da gioco, appunti – diventano testimonianze di storie interrotte. Una parte centrale della poetica di Niutta è infatti il tema della migrazione e della scomparsa dei corpi in mare, che trova forma nella serie I fantasmi del mare, selezionata per l’esposizione.
La mostra si arricchisce del percorso biografico dell’artista. Enzo Niutta, laureato in Architettura a Firenze, ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive, attraversando linguaggi influenzati dalle avanguardie del Novecento e dalla cultura di massa. È stato anche “madonnaro”, ha aderito al MEAC e, dopo varie esperienze fuori regione, è tornato a Caulonia recuperando un rapporto profondo con la natura, la memoria e le proprie radici. La sua produzione spazia tra pittura, scultura, installazioni e assemblaggi, riconoscibili per la loro carica simbolica e per un uso creativo dei materiali. Di recente ha pubblicato il catalogo S/dogando con Rubbettino.
La curatrice inserisce l’opera di Niutta in un orizzonte più vasto ricordando che il mare, nella storia dell’arte, è stato specchio di inquietudini, libertà, silenzi e tempeste interiori, un tema attraversato da Turner a Friedrich, da Monet a Munch, fino a Hokusai, alla Nascita di Venere di Botticelli e ai mosaici antichi di area magnogreca come quelli di Kaulon. Una narrazione ricchissima, oggi esplorabile anche grazie agli strumenti digitali, che testimonia l’universalità di questo soggetto.
La scelta del titolo Mare Aperto nasce dal desiderio di suggerire una visione nuova dell’alterità, in cui il Mediterraneo torna a essere spazio di scambio e condivisione. Per d’Agostino era essenziale collocare l’esposizione in un luogo che amplificasse il dialogo con il pubblico. L’atrio del palazzo comunale di Sant’Ilario, il palazzo Vitale, edificato a fine Ottocento, si è rivelato ideale: l’allestimento ha trasformato lo spazio in un ambiente parlante, creando connessioni naturali tra le opere, la storia e l’architettura.
L’interazione tra arte contemporanea e luoghi antichi ha generato una suggestione particolare, estesa fino ai cortili tra palazzo Vitale, palazzo Speziali Carbone e Piazza Garibaldi. Una dimensione intima e dinamica che ha reso questa tappa di Azzurro di Calabria una delle più affascinanti dal punto di vista emotivo e culturale.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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