A Catanzaro un focus sul rapporto tra Pasolini e la Calabria

La Cineteca della Calabria, guidata da Eugenio Attanasio, insieme all’area cinematografica del Sistema Bibliotecario dell’Università Magna Graecia, promuove un percorso dedicato a Pier Paolo Pasolini in occasione del cinquantenario della sua morte. Dopo la proiezione di Accattone, è in programma oggi, martedì 2 dicembre, il secondo incontro, Pasolini, la Calabria e il Cinema: itinerari emotivi, che offrirà la prima testimonianza corale del rapporto tra Pasolini e le cinque province calabresi.
All’incontro parteciperanno studiosi e ricercatori che approfondiranno vari momenti del legame tra l’autore e la regione. Tra i contributi previsti: Aquila Villella e Marcello Furriolo su Pasolini a Catanzaro per Comizi d’amore, Mariarosaria Donato sulla collaborazione con Mario Gallo, Gaetano Leonardi e Christian Palmieri sul celebre passaggio di Pasolini a Cutro, Vitaliano Papillo sul ponte di Ariola e Fabio Cuzzola sulla Reggio Calabria raccontata nel film 12 dicembre. Le conclusioni saranno affidate al docente dell’UMG Alberto Scerbo.
Il rapporto di Pasolini con la Calabria nasce nel 1959, quando percorse in auto i litorali italiani per un reportage estivo. Il viaggio gli offrì spunti poetici e descrizioni vivide, spesso idealizzate, delle città e dei paesaggi. Proprio lungo la strada per Crotone, incontrò due uomini che gli raccontarono le difficoltà della vita quotidiana e la pericolosità della zona. Suggestionato, arrivò a Cutro e scrisse una delle sue frasi più note: “È veramente il paese dei banditi, come si vede in certi western”.
Quella descrizione provocò una querela per diffamazione presentata dal sindaco di Cutro, episodio che si intrecciò con il conferimento a Pasolini del Premio Crotone per Una vita violenta. La vicenda, alimentata anche dalle contrapposizioni politiche dell’epoca, si risolse quando la denuncia fu archiviata e Pasolini chiarì il senso delle sue parole: per lui “banditi” significava “banditi dalla società”, emarginati e sfruttati.
Negli anni successivi il regista tornò spesso in Calabria, girando a Crotone e Isola Capo Rizzuto parti di Comizi d’amore e de Il Vangelo secondo Matteo. Molti volti dei suoi film erano calabresi: Ninetto Davoli, Margherita Caruso, Rosario Migale. Numerosi anche i rapporti con intellettuali locali come Sharo Gambino e Andrea Frezza.
La Cineteca della Calabria, già protagonista di importanti mostre itineranti su Pasolini curate dall’addetto stampa Francesco Stanizzi, continua così a valorizzare la memoria e l’opera del regista. Tra gli aneddoti ricordati, emerge anche quello riportato da Luigi Stanizzi, tratto da un racconto di Ninetto Davoli: quando Pasolini lasciò casa di Totò, l’attore napoletano spolverò la poltrona dove il regista si era seduto, segno dei pregiudizi che ancora circondavano la sua figura.




