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A Locri un incontro per capire la solitudine e i suoi effetti sulla salute

L’Associazione Mogli Medici Italiani – sezione di Locri, con il patrocinio della Città di Locri, organizza un momento di riflessione su un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico. L’appuntamento è fissato per il 4 dicembre, alle 17:30, nella Sala Biblioteca di Palazzo Nieddu, dove si terrà l’incontro dal titolo La solitudine ci fa ammalare?.
L’iniziativa nasce dalla volontà di approfondire un fenomeno che attraversa tutte le fasce della popolazione, con ricadute significative sul benessere psicofisico. La solitudine, infatti, non è soltanto una condizione emotiva, ma un vero fattore di rischio che può influire su equilibrio mentale, abitudini quotidiane e perfino sulla salute fisica. Da qui la scelta di affrontare il tema con competenza e sensibilità.
Ai saluti istituzionali interverrà Domenica Bumbaca, assessore alla Cultura della Città di Locri, mentre l’introduzione sarà curata da Nicoletta Santoro Tavernese, presidente AMMI. La relazione principale sarà affidata al dottor Giulio Fiorenza, noto neurologo ed ex direttore della S.O.C. Neurologia dell’Ospedale di Locri, che offrirà una lettura scientifica e umana del rapporto tra isolamento, stress e patologie correlate.
L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per comprendere perché la solitudine sia considerata oggi una vera emergenza sociale e quali strumenti possano aiutare a contrastarla. Un momento di confronto aperto alla cittadinanza, utile per promuovere consapevolezza e costruire percorsi di prevenzione.
Un evento che unisce cultura, salute e comunità, mettendo al centro una domanda che riguarda tutti da vicino.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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