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Studio Radiologico di Siderno: “L’ultima delibera dell’ASP impone una sanità a doppia velocità”

Lo Studio Radiologico di Siderno ha diffuso una lettera aperta per denunciare gli effetti della delibera dell’ASP di Reggio Calabria nº 1.093 del 26 novembre scorso, definita un atto capace di “minare la tenuta del sistema sanitario dei Distretti Ionico e Tirrenico” e di ridisegnare la distribuzione delle risorse “con un evidente squilibrio a favore del Distretto di Reggio Calabria”.
Secondo i firmatari, la decisione penalizzerebbe in modo diretto l’intero territorio ionico e tirrenico, riducendo sensibilmente l’offerta sanitaria disponibile e limitando la possibilità di accesso alle prestazioni specialistiche. Per lo Studio Radiologico ciò significherebbe “l’impossibilità di erogare migliaia di prestazioni agli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale”, con una conseguente drastica riduzione dei servizi diagnostici nel Distretto Ionico e “un grave svuotamento della libertà di scelta dei cittadini”.
La lettera sostiene che la scelta dell’ASP “non è neutrale” e “colpisce i territori più fragili”, aumentando le distanze dai luoghi di cura, accentuando le disuguaglianze sociali e accentrando servizi e risorse in un’unica area, mentre l’offerta sanitaria di qualità rischierebbe di “desertificarsi” lungo tutta la fascia ionica e tirrenica.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto i cittadini che, se la delibera non verrà rivista, potrebbero essere costretti “a spostarsi fino a Reggio Calabria per una TAC o una Risonanza Magnetica”, con liste d’attesa destinate ad aumentare e con effetti particolarmente pesanti “per anziani, pazienti oncologici e persone senza mezzi di trasporto”. L’impatto ricadrebbe su interi Comuni che perderebbero uno dei pochi presidi funzionanti ancora presenti nel territorio.
Nella lettera viene chiarito che i limiti regionali fissati dal DCA riguardano soltanto tetti complessivi di spesa, e “non impongono alcuna penalizzazione per i Distretti Ionico e Tirrenico”. Di conseguenza, la scelta sarebbe “una decisione autonoma dell’ASP di Reggio Calabria” che avrebbe prodotto “un effetto gravemente distorsivo” non a favore della sanità pubblica locale, ma traducendosi “in un trasferimento di risorse verso il sistema privato concentrato nel Distretto di Reggio Calabria”. Questa dinamica, viene affermato, darebbe origine a “una sanità a doppia velocità: Reggio al centro, Ionio e Tirreno ai margini”.
Nella parte finale, lo Studio Radiologico formula tre richieste distinte alle istituzioni. Al Presidente del Consiglio Regionale, ai Consiglieri e agli Assessori della Locride si chiede “l’attivazione urgente di ogni iniziativa politica” per ottenere la revoca o la profonda revisione della delibera, un intervento di riequilibrio territoriale e la creazione di “un tavolo regionale permanente sui Distretti Ionico e Tirrenico”.
Al Presidente della Regione viene domandato “un intervento diretto e immediato” e un incontro urgente per illustrare nel dettaglio “numeri, conseguenze e profili di criticità istituzionale”.
Ai Sindaci della Locride e della Piana si chiede di assumere “una posizione pubblica e unitaria” contro la delibera, di promuoverne la revisione e di convocare un’assemblea pubblica aperta, coinvolgendo cittadini, associazioni e operatori sanitari.
La lettera si conclude affermando che “questa non è la battaglia di una singola struttura”, ma “la battaglia di una comunità intera che difende il diritto alla salute”, con l’impegno dichiarato dello Studio Radiologico a fare la propria parte, ma con l’avvertimento che, senza un sostegno istituzionale, “la voce dell’area ionica e tirrenica rischia di non essere ascoltata”.

Foto: studiorad.it

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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