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A Locri la presentazione del volume “Storia dell’Italia meridionale” di Pino Ippolito Armino

La Biblioteca comunale G. Incorpora di Locri ospiterà venerdì 12 dicembre alle 17:30 la presentazione del volume Storia dell’Italia meridionale, pubblicato da Laterza e firmato da Pino Ippolito Armino, tra gli studiosi più autorevoli delle dinamiche storiche del Sud.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Locri con la collaborazione dell’ANPI Locri-Gerace e dell’associazione Risorgimento Calabrese, offre alla città un nuovo spazio di confronto sulla storia del Mezzogiorno e sul modo in cui essa continua a influenzare il presente. Il libro di Armino analizza con rigore le trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno modellato il Sud dalla dominazione borbonica all’Unità d’Italia, fino alle questioni irrisolte della contemporaneità.
Dopo i saluti istituzionali, l’autore dialogherà con Barbara Panetta, rappresentante dell’ANPI Locri-Gerace, e con Pino Macrì dell’associazione Risorgimento Calabrese, che guideranno il pubblico attraverso i temi centrali dell’opera, dalle radici dei divari territoriali alle narrazioni che hanno segnato l’identità meridionale. Il confronto si annuncia come un’occasione preziosa per riflettere sulle prospettive future del Mezzogiorno, anche grazie al contributo di studiosi e realtà associative impegnate nella valorizzazione della memoria storica del territorio.
L’evento si svolge con la collaborazione della libreria Edicolé – Mondadori Point di Locri, che supporteranno la diffusione del volume. La serata rappresenta un momento di approfondimento culturale di grande rilevanza per Locri, confermando il ruolo attivo della città nella promozione del dibattito storico e civile.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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