Carabinieri in azione nel Parco Nazionale dell’Aspromonte

Nel Parco Nazionale dell’Aspromonte prosegue senza interruzioni l’attività di vigilanza dei Carabinieri Forestali, impegnati nel contrasto ai reati ambientali che minacciano il patrimonio naturale dell’area protetta. Negli ultimi giorni, due operazioni distinte hanno portato alla scoperta di tagli boschivi irregolari, furti di materiale legnoso e interventi agricoli abusivi di vasta entità.
Durante un servizio d’Istituto coordinato dal Reparto Carabinieri Parco Aspromonte di Reggio Calabria, il Nucleo Parco di Oppido Mamertina ha individuato in località Castello un taglio abusivo di circa 40 piante di leccio. Il materiale legnoso, già sezionato e accatastato, era pronto per il trasporto e quantificato in circa 50–60 quintali. Grazie a una fototrappola installata nell’area, i militari hanno acquisito immagini utili all’identificazione dei responsabili, ripresi mentre caricavano i tronchi su una macchina agricola. Cinque soggetti, tra cui un minorenne, sono stati denunciati per furto di materiale legnoso.
Contestualmente, il Nucleo Carabinieri Parco di Bagaladi ha accertato l’esecuzione di un ulteriore taglio non autorizzato di leccio e castagno su una superficie di 10.000 m2 all’interno del perimetro dell’area protetta. Tre persone sono state denunciate per violazione della Legge 394/1991, che disciplina le attività consentite nelle aree naturali protette.
Un’altra operazione ha interessato il territorio di San Luca, dove i Carabinieri della locale Stazione, insieme al Nucleo Forestale di Locri e alla Polizia Locale, hanno scoperto un’area agricola completamente abusiva. Su oltre 35.000 m2 di territorio montano erano state realizzate vaste serre per la coltivazione di lamponi, in zona sottoposta a vincolo sismico e idrogeologico. Quattro persone sono state denunciate per aver costruito le strutture senza alcuna autorizzazione.
Le indagini hanno inoltre rivelato un prelievo illecito di acqua dalla fiumara adiacente. Uno degli indagati avrebbe sottratto circa 25.000 m3di acqua al giorno, provocando un impatto potenzialmente devastante su un ecosistema già fragile. Anche per lui è scattata la denuncia per furto aggravato.
Le attività dell’Arma ribadiscono la centralità della tutela del territorio aspromontano, minacciato da tagli indiscriminati, alterazioni abusive del suolo e utilizzo scorretto delle risorse naturali. Un impegno quotidiano che punta a prevenire danni irreversibili e a garantire una gestione sostenibile dell’ambiente.
Nel rispetto del diritto di cronaca, si precisa che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.




