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Nuovo stop all’IGP Bergamotto di Reggio Calabria

Nuovo stop all’iter dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria. Dopo la pubblicazione del disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2025, Ezio Pizzi, insieme a Confagricoltura Reggio Calabria e Coldiretti Reggio Calabria, ha presentato formali opposizioni che interrompono nuovamente una procedura ministeriale durata quasi cinque anni. Un passaggio che il Comitato Promotore dell’IGP definisce l’ennesimo tentativo di rinviare l’approvazione definitiva di un riconoscimento ritenuto strategico per il futuro della filiera.
Secondo il Comitato, le opposizioni – presentate anche da un soggetto privato – si inseriscono in una campagna di contro-informazione che ripropone argomentazioni già più volte smentite, con l’obiettivo di mantenere lo status quo del mercato dell’essenza, storicamente segnato da dinamiche oligopolistiche, e di impedire l’apertura del più libero e remunerativo mercato del frutto fresco.
Nel mirino del Comitato finiscono alcune tesi considerate infondate. In particolare, viene respinta l’idea che la DOP garantirebbe una tutela superiore rispetto all’IGP o che quest’ultima consentirebbe l’ingresso di prodotto da fuori area vocata. Viene inoltre definita falsa l’affermazione secondo cui l’IGP prevederebbe solo una fase della filiera in zona, mentre il disciplinare approvato stabilisce che tutte le fasi produttive si svolgano nell’area vocata, al pari delle DOP. Contestata anche la presunta confusione per il consumatore, dal momento che un prodotto DOP a base di bergamotto non è mai realmente esistito sul mercato, così come le accuse di carenze del disciplinare, approvato nella sua versione definitiva dopo la Riunione di Pubblico Accertamento del 28 gennaio 2025 e validato dal Ministero.
Altro punto centrale riguarda l’ampliamento dell’area vocata, giudicato legittimo perché include comuni storicamente bergamotticoli esclusi dal vecchio disciplinare DOP, come Bova, cuore dell’area grecanica e simbolo del territorio ionico reggino.
Le opposizioni, presentate tra il 14 e il 15 novembre da Pizzi (Consorzio DOP dell’essenza), Coldiretti Reggio Calabria, Confagricoltura Reggio Calabria e dall’Azienda F.lli Foti, riaprono ora una fase istruttoria. Il Comitato Promotore dell’IGP, presieduto da Rosario Previtera, annuncia la presentazione delle controdeduzioni previste dalla normativa, passaggio ordinario nelle procedure IGP ma che comporta ulteriori ritardi.
Forte la delusione espressa da diverse organizzazioni agricole. Francesco Macrì, presidente di Copagri Calabria, parla di tempo sottratto agli agricoltori e di una scelta che priva la filiera della possibilità di vendere il bergamotto con marchio IGP a un prezzo più equo in Italia e in Europa. Macrì denuncia anche il rischio di nuovi ricorsi e richiama le responsabilità di chi, a suo dire, spreca risorse che appartengono agli stessi bergamotticoltori.
Sulla stessa linea Giuseppe Mangone, presidente di ANPA Calabria – Liberi Agricoltori, che definisce l’opposizione un colpo basso contro un percorso che avrebbe potuto restituire centralità ai produttori, chiedendo alla Regione Calabria di intervenire presso il Ministero dell’Agricoltura per recuperare il tempo perduto. Parole dure anche da Peppe Falcone del Comitato dei bergamotticoltori reggini, che parla di interessi estranei al bene degli agricoltori e ricorda come il Ministero abbia già dichiarato conclusa negativamente la richiesta DOP, pubblicando invece il disciplinare IGP.
Aurelio Monte di USB Lavoro Agricolo richiama infine quanto avvenuto durante la pubblica audizione del 28 gennaio a Catanzaro, definendo l’opposizione una battaglia di orgoglio personale e ribadendo l’impegno a proseguire una «battaglia di civiltà» a tutela di chi lavora la terra.
Lapidario il commento del presidente del Comitato Promotore IGP, Rosario Previtera, che conferma la disponibilità a un confronto pubblico e televisivo, più volte proposto e mai concretizzato, e assicura che le controdeduzioni saranno presentate nei tempi previsti.
Un nuovo capitolo, dunque, di una vicenda che continua a dividere il mondo agricolo reggino e che, secondo il Comitato, sta rallentando lo sviluppo economico di un comparto storico del territorio.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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