Attualità

La CGIL Calabria rilancia il confronto e la protesta

La Calabria attraversa una fase delicata, segnata da vertenze aperte, tensioni sociali e un diffuso impoverimento che colpisce lavoratori, pensionati e famiglie. In questo contesto, CGIL, CISL e UIL Calabria hanno avviato un percorso di confronto strutturato con la Regione, incontrando il presidente Roberto Occhiuto per mettere al centro dell’agenda politica le principali criticità del territorio.
Sanità, politiche sociali, lavoro, sviluppo, turismo, PNRR e infrastrutture saranno i temi dei primi tavoli di confronto che verranno convocati nelle prossime settimane, con la partecipazione delle federazioni di categoria interessate. Al tempo stesso, le organizzazioni sindacali hanno chiesto la convocazione della Cabina di regia su salute e sicurezza sul lavoro, per definire un piano operativo regionale, e del Tavolo regionale delle politiche attive del lavoro, indispensabile per avviare misure concrete a sostegno dell’occupazione.
Con la Regione sono stati individuati ambiti prioritari per provvedimenti condivisi: precariato, appalti, formazione e occupabilità, fisco e accesso al credito, questioni strutturali che frenano lo sviluppo calabrese e alimentano disuguaglianze.
Accanto al livello istituzionale, cresce però la tensione nei luoghi di lavoro. Emblematica la situazione emersa durante l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Translator, impiegati nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Stipendi arretrati di ottobre e novembre non ancora corrisposti, uniti a nuove restrizioni organizzative introdotte da un’ordinanza della Prefettura di Crotone, stanno generando forte preoccupazione. Secondo la FILCAMS CGIL Calabria, tali disposizioni rischiano di aggravare le condizioni di lavoro, mettere in discussione il rispetto del contratto collettivo e persino alimentare tensioni tra gli ospiti del centro, con ricadute sulla sicurezza degli operatori.
La CGIL ha annunciato l’intenzione di farsi promotrice di un incontro con la Prefettura per ristabilire condizioni di lavoro dignitose e sicure e garantire il pagamento immediato delle retribuzioni arretrate, sottolineando come il problema non riguardi solo l’organizzazione interna, ma l’intero sistema degli appalti nei servizi essenziali.
Sul piano politico e sociale, la mobilitazione è culminata nello sciopero generale del 12 dicembre, che ha visto Crotone al centro delle iniziative regionali. A Cosenza si è svolta una partecipata manifestazione dal titolo I diritti non si mettono in bilancio, promossa da SPI CGIL e CGIL Cosenza, con il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo, dell’università e di numerose realtà civiche.
Tania Scacchetti, Segretaria generale dello SPI CGIL nazionale, definisce la manovra «ingiusta e iniqua, non risponde all’impoverimento di pensionati e lavoratori e investe su armi anziché su diritti, sanità e tutela sociale». La politica economica penalizza redditi da lavoro e pensioni, riducendo risorse per welfare, istruzione e servizi pubblici.
Un allarme condiviso anche dal Segretario generale SPI CGIL Calabria, Carmelo Gullì, che ha ribadito come la protesta sia oggi uno strumento di resistenza necessario, contro una manovra che colpisce i più fragili e riduce ulteriormente il potere d’acquisto di chi già vive in condizioni di difficoltà.
Le ragioni dello sciopero sono state ribadite con forza anche dalla FIOM CGIL Calabria, che ha riunito quadri e delegati in assemblea generale. Scioperare – è stato sottolineato – non è un gesto simbolico, ma un atto concreto per difendere lavoro, dignità e futuro, soprattutto in una regione come la Calabria, dove la crisi sociale ed economica assume contorni drammatici.
I dati parlano chiaro: tasso di occupazione fermo al 44,8%, disoccupazione giovanile al 31,4%, NEET al 26,2%, il valore più alto d’Italia, e una perdita di quasi 92 mila giovani in dieci anni. Numeri che raccontano una vera emergenza demografica e sociale, aggravata dall’assenza di politiche industriali, dalla precarietà diffusa e da un sistema sanitario che continua a collocarsi agli ultimi posti a livello nazionale.
In questo scenario si inserisce anche la vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS). La NIdiL CGIL Calabria denuncia gravi ritardi nella pubblicazione delle graduatorie dei Centri per l’Impiego, che rischiano di produrre un vuoto occupazionale e reddituale già dai primi mesi del 2026. Senza un intervento immediato della Regione, le procedure di stabilizzazione rischiano di arenarsi, lasciando centinaia di lavoratori senza certezze e i Comuni privi di servizi essenziali.
Sul fronte della rappresentanza sindacale, arriva infine un segnale positivo dal rinnovo delle RSU e RLSA in Sorical SpA, dove la FILCTEM CGIL Calabria si afferma come primo sindacato, con il 39% dei consensi e un’affluenza al voto superiore al 98%. Un risultato definito storico, frutto di un lavoro costante di ascolto e presenza nei luoghi di lavoro, che rafforza il ruolo della CGIL nelle sfide future legate alla tutela dei diritti, alla sicurezza e alla qualità del lavoro.
Nel loro insieme, queste vertenze raccontano una Calabria attraversata da profonde fragilità, ma anche da una forte domanda di giustizia sociale, lavoro dignitoso e politiche pubbliche strutturali.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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