Gli insegnanti di Religione della Diocesi di Locri-Gerace al Ritiro di Avvento a Paravati

Una giornata di intensa spiritualità e riflessione quella vissuta da una delegazione di docenti di Religione Cattolica della Diocesi di Locri – Gerace al Santuario del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati, in occasione del Ritiro di Avvento Regionale degli IRC della Calabria. All’iniziativa hanno preso parte numerosi insegnanti, in un clima di ascolto, meditazione e condivisione, promosso dalla Conferenza Episcopale Calabra attraverso il Servizio regionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica, coordinato dal direttore regionale don Emanuele Leuzzi.
Il ritiro si è aperto in mattinata con l’accoglienza dei partecipanti e con la meditazione di Sua Eccellenza Mons. Alberto Torriani, vescovo di Crotone – Santa Severina e delegato CEC per l’IRC, incentrata sul brano del Vangelo di Matteo dedicato alla visita dei Magi, dal titolo Esiste un cielo da scrutare?. Mons. Torriani ha proposto una lettura profonda e attuale del testo evangelico, sottolineando come i Magi rappresentino l’intera umanità in ricerca, uomini che non si accontentano di contemplare da lontano la stella, ma si lasciano inquietare da un segno che li spinge a mettersi in cammino.
Nel percorso dei Magi emergono anche momenti di oscurità e smarrimento, simboleggiati dall’incontro con Erode, ma la stella torna a brillare quando si abbandonano le logiche del potere, segno di un Dio fedele che non smette di cercare l’uomo. Betlemme diventa così icona delle nostre case e dei luoghi quotidiani, compresa la scuola, dove Dio attende di essere riconosciuto anche attraverso le fragilità e le difficoltà. Da qui l’invito rivolto agli insegnanti a interrogarsi sulle proprie “stelle”, sui desideri che animano la scelta educativa e sul modo di guardare studenti e colleghi.
Nel cuore della meditazione, l’IRC è stato descritto come un servizio che nasce dall’adorazione e dal desiderio, capace di custodire uno sguardo attento alla bellezza e aperto alla verità che va oltre le apparenze. L’insegnante di Religione è chiamato a suscitare domande di senso, a non ridursi alla trasmissione di contenuti, ma a promuovere relazioni autentiche, animate da dolcezza, tenerezza e speranza. Senza desiderio, è stato ribadito, la vita e l’educazione si impoveriscono.
A seguire, la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Attilio Nostro, vescovo di Mileto – Nicotera – Tropea, che nell’omelia ha definito gli insegnanti di Religione “Sentinelle della Fede”, capaci di riconoscere Dio nelle attese e nelle fragilità quotidiane, affidandosi alla logica evangelica della mitezza e della bontà che salva, diventando fari di speranza per le nuove generazioni.
Nel pomeriggio, l’incontro con il rettore del Santuario, don Michele Cordiano, ha offerto ai docenti una testimonianza intensa sulla vita e la spiritualità di Natuzza Evolo, accompagnando i presenti nel cuore del messaggio natalizio: accogliere con semplicità e gioia ciò che Dio manifesta, per diventare segno lieve di bellezza e luce in un tempo segnato da tante ombre.
La giornata si è conclusa con un forte senso di gratitudine e arricchimento spirituale. I docenti hanno fatto ritorno alle proprie realtà educative portando con sé un prezioso bagaglio di spunti evangelici, da tradurre nel dialogo quotidiano con gli studenti, nella convinzione che, anche oggi, “esiste un cielo da scrutare” e una stella capace di orientare il cammino della scuola e della vita.




