CGIL Calabria: sfide e opportunità per un futuro migliore

Un quadro che intreccia rappresentanza sindacale, condizioni salariali e prospettive industriali. Dai luoghi di lavoro ai dati economici, fino alle vertenze aperte sul territorio, la CGIL Calabria restituisce l’immagine di una regione attraversata da forti criticità ma anche da segnali di partecipazione e fiducia nel sindacato.
La FILCTEM CGIL si afferma come primo sindacato in SORICal Spa, il gestore unico regionale del servizio idrico integrato. Nel rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria e dei Responsabili dei lavoratori per la sicurezza, salute e ambiente, la lista FILCTEM CGIL Calabria ha ottenuto il 39% dei consensi, conquistando la maggioranza relativa degli RSU e quella assoluta degli RLSA (3 RSU e 2 RLSA), con un’affluenza al voto superiore al 98% degli aventi diritto.
Un risultato definito storico dal segretario nazionale FILCTEM CGIL Ilvo Sorrentino e dal segretario generale FILCTEM Calabria Francesco Gatto, che lo attribuiscono al lavoro costante e all’affidabilità dei delegati sindacali, soprattutto nei momenti più complessi attraversati dall’azienda. Un ringraziamento è stato rivolto anche alle lavoratrici e ai lavoratori di SORICal per la fiducia accordata, con l’impegno ad affrontare insieme le sfide future.
Sul fronte economico e sociale, la CGIL Calabria lancia l’allarme sui salari, tra i più bassi d’Italia. Secondo un’indagine dell’Ufficio Economia della CGIL nazionale su dati INPS, nel 2024 il salario medio lordo annuo di un lavoratore dipendente privato in Calabria è stato di 15.880 euro, contro una media nazionale di 24.486 euro. Il divario resta ampio anche per i lavoratori a tempo indeterminato full time: 31.618 euro in Calabria contro 39.563 a livello nazionale.
Per il segretario generale CGIL Calabria Gianfranco Trotta, si tratta di dati preoccupanti ma coerenti con una realtà segnata da maggiore incidenza di lavoro a termine, part-time e discontinuo, ben superiore alla media nazionale. Da qui la richiesta di introdurre il salario minimo per garantire dignità, contrastare contratti pirata e retribuzioni troppo basse, in linea con le direttive europee.
Trotta richiama anche le carenze infrastrutturali della Calabria, che scoraggiano gli investimenti e penalizzano la regione rispetto ad altri territori del Mezzogiorno. Criticità che, secondo la CGIL, ridimensionano l’efficacia della ZES unica e impongono al Governo una maggiore attenzione alle infrastrutture del Sud, anche alla luce delle recenti osservazioni della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto.
Infine, resta alta l’attenzione sindacale sulla vertenza Leonardo a Lamezia Terme. Dopo un incontro con l’azienda, i sindacati FIM, FIOM e UILM esprimono preoccupazione per l’ennesimo trasferimento della sede, che potrebbe comportare difficoltà logistiche, minori condizioni di sicurezza e criticità infrastrutturali per i lavoratori. Pur apprezzando la disponibilità dell’azienda a individuare soluzioni a tutela del personale e la conferma del mantenimento della presenza in Calabria, le organizzazioni sindacali chiederanno un incontro alla Presidenza della Giunta regionale, insieme a Leonardo, per discutere del rafforzamento delle attività sul territorio.
Rappresentanza, salari dignitosi, sicurezza e sviluppo industriale restano così i nodi centrali posti dalla CGIL Calabria, con l’obiettivo di trasformare partecipazione e competenze presenti nella regione in opportunità concrete di lavoro stabile e di qualità.




