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A Locri la presentazione del nuovo studio di Vincenzo Cataldo sul Regno di Napoli

Si inserisce nel solco delle iniziative culturali di alto profilo promosse dalla Città di Locri l’appuntamento dedicato alla storia del Mezzogiorno in età moderna, in programma sabato 3 gennaio, alle ore 16:30, alla Biblioteca comunale di Palazzo Teotino-Nieddu-Delrio. L’occasione è la presentazione del volume di Vincenzo Cataldo, Il Regno di Napoli nei viglietti originali dell’Archivio di Stato di Napoli (1700-1734), pubblicato da Promocultura Edizioni e inserito nel ciclo Il mosaico dei tempi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Locri e dal Centro Italiano per lo Studio della Documentazione Archivistica (CISDA), con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, e rientra nel programma di Locri Città che legge 2024-2026, confermando l’attenzione dell’amministrazione comunale verso la valorizzazione della ricerca storica e del patrimonio documentario.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Fontana e dell’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca, insieme ai contributi di Vincenzo De Angelis, presidente ISRI – Comitato di Reggio Calabria, e di Giulio Di Bernardo, componente del comitato direttivo CISDA, interverranno Domenico Romeo, deputato di Storia Patria per la Calabria, e Domenico Capponi del CISDA e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.
Il volume di Vincenzo Cataldo rappresenta un’accurata indagine su una documentazione poco consultata dell’Archivio di Stato di Napoli, costituita dai Viglietti originali della Segreteria dei Viceré, attraverso i quali l’autore analizza numerosi aspetti della vita istituzionale, economica e sociale del Regno di Napoli tra il 1700 e il 1734. Pur abbracciando l’intero territorio del Regno, l’opera riserva una particolare attenzione alla Calabria, descritta come regione periferica segnata da forti tensioni sociali, dalla sopraffazione baronale, dalla guerra di corsa, dalla pirateria e da un contrabbando fiorente.
La documentazione esaminata consente di cogliere le dinamiche dei rapporti tra aristocrazia, baronaggio ed emergente borghesia provinciale, capace di ritagliarsi ruoli sempre più rilevanti nel contesto del cambiamento socio-economico. Emergono così tematiche legate all’assetto istituzionale, militare ed economico, dalla duplicità dell’economia, divisa tra sussistenza e gestione delle grandi rendite napoletane, fino all’organizzazione della difesa, alla lotta contro il banditismo e ai circuiti mercantili che attraversavano il Mediterraneo.
Nel quadro tracciato da Cataldo, il Mezzogiorno appare progressivamente sottratto all’influenza delle grandi città mercantili italiane, come Venezia e Genova, per entrare nell’orbita dei nuovi centri di comando europei, in particolare Francia, Inghilterra e Olanda. Napoli, descritta come città sovraffollata, improduttiva e fortemente consumatrice, esercitava una pressione crescente sulle province, dalle quali affluivano rendite feudali, derrate alimentari e aspirazioni di ascesa sociale. Ne derivò una profonda discrasìa tra città e campagna, destinata a condizionare a lungo lo sviluppo economico del Sud.
Per agevolare la consultazione e lo studio, l’autore propone l’organizzazione della documentazione anno per anno, dal 1700 al 1734, accompagnata da un indice tematico, rendendo il volume uno strumento prezioso non solo per gli studiosi, ma anche per chi voglia avvicinarsi in modo rigoroso alla storia del Regno di Napoli e delle sue periferie.
La presentazione locrese si configura dunque come un’importante occasione di approfondimento storico e di confronto culturale, capace di restituire centralità alla ricerca d’archivio e di offrire nuove chiavi di lettura sulle radici storiche e sociali della Calabria e dell’intero Mezzogiorno.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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