Annullata l’ordinanza di custodia cautelare per il platiese Giuseppe Perre

Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria, a seguito dell’annullamento con rinvio disposto dalla Corte Suprema di Cassazione, prima sezione penale, ha rimesso in libertà Perre Giuseppe, cl. 75, di Platì, escludendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a suo carico.
Perre Giuseppe è accusato di avere ceduto 5 kg di cocaina a dei soggetti pugliesi.
Secondo l’ufficio di Procura e del Giudice per le indagini preliminari, presso il Tribunale di Reggio Calabria a carico di Perre Giuseppe sarebbero emersi i gravi indizi di colpevolezza dal contenuto di alcune intercettazioni ambientali dal cui secondo l’accusa emergeva il suo coinvolgimento nella vicenda.
Tale ipotesi accusatoria è stata avallata in sede di giudizio di riesame dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria, che ha confermato a carico di Perre Giuseppe l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Reggio Calabria.
Gli avvocati Sandro Furfaro e Vincenzo Nobile, avverso l’ordinanza di rigetto dell’ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare a carico di Perre Giuseppe, hanno proposto ricorso per cassazione sostenendo sia l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza che la insussistenza delle esigenze cautelari.
In particolare, i difensori di Perre Giuseppe con il ricorso per cassazione hanno sostenuto che i giudici del Tribunale del riesame hanno valorizzato un compendio indiziario privo dei requisiti richiesti dall’art. 273 c.p.p. per legittimare l’adozione della misura cautelare applicata, elevando al rango di gravi indizi di colpevolezza risultanze di natura fattuale al più idonee ad integrare meri sospetti circa il coinvolgimento dell’indagato nel reato contestatogli e colmando le lacune del ragionamento probatorio facendo ricorso a mere congetture per inferire che il fornitore della sostanza stupefacente sia da identificare in Perre Giuseppe.
La Corte di cassazione, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Sandro Furfaro e Vincenzo Nobile, ha annullato con rinvio l’ordinanza impugnata rinviando gli atti al Tribunale della libertà per un nuovo giudizio.
Il Tribunale della libertà accogliendo le ragioni della difesa in sede di giudizio di rinvio della Corte Suprema di cassazione ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico di Perre Giuseppe e ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico ordinandone l’immediata rimessione in libertà.




