Reggio Calabria: un inizio d’anno tra tradizione, cultura e coraggio

Un inizio d’anno all’insegna delle tradizioni, della partecipazione e del senso di comunità per Reggio Calabria, tra eventi simbolici, cultura, riconoscimenti civici e saluti istituzionali che raccontano il volto di una città viva e consapevole del proprio ruolo.
Sul Lungomare Italo Falcomatà si è rinnovato il tradizionale tuffo di Capodanno, giunto alla 53ª edizione, appuntamento ormai fortemente identitario per la città e dedicato alla memoria di Mimì Fortugno. All’evento hanno preso parte il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore Carmelo Romeo e il consigliere delegato Giovanni Latella, insieme alle associazioni promotrici Mimì Fortugno e Febiadi.
Nel suo messaggio di auguri, il primo cittadino ha sottolineato come la partecipazione crescente testimoni la capacità delle tradizioni positive di rafforzare il senso di appartenenza della comunità. Guardando al nuovo anno, Falcomatà ha lanciato un appello chiaro. «I cittadini non devono essere spettatori, ma protagonisti del cambiamento», ricordando come resilienza e determinazione facciano parte del DNA storico della città. «Reggio cresce e migliora solo se ognuno fa la propria parte», l’augurio conclusivo rivolto all’intera comunità.
Grande successo anche per il Gran Concerto di Capodanno al Teatro Francesco Cilea, che quest’anno ha raddoppiato l’appuntamento con due spettacoli, alle 18 e alle 21, registrando quasi duemila spettatori complessivi tra reggini e turisti. A sottolinearlo è stato il consigliere delegato Giovanni Latella, che ha parlato di una tradizione che si rinnova e si consolida come uno degli eventi culturali più attesi della città.
Inserito nel cartellone di Reggio Città Natale, il concerto ha visto protagonista l’Orchestra del Teatro Francesco Cilea, diretta dal maestro Alessandro Tirotta, con le esibizioni del soprano Gaia Cerri, del mezzosoprano Chiara Tirotta, del tenore Ivan Defabiani e del baritono Raffaele Facciolà, arricchite dalle coreografie curate da Gabriella Cutrupi. Uno spettacolo di alto livello qualitativo, a ingresso gratuito, che ha valorizzato musicisti e artisti reggini e salutato l’arrivo del 2026 nel segno della cultura.
L’inizio dell’anno è stato però segnato anche da una tragedia che ha scosso l’Europa, l’incendio di Crans Montana, dal quale è emersa una storia di straordinario coraggio. Il sindaco Falcomatà ha definito Paolo Campolo «un eroe reggino», per il gesto che ha permesso di salvare decine di giovani. Campolo, resosi conto della gravità della situazione, ha abbattuto una porta a vetri bloccata, creando una via di fuga decisiva per molte persone intrappolate all’interno del locale.
«Il suo gesto nobile e coraggioso onora la nostra città», ha affermato il primo cittadino, annunciando la volontà di conferire a Campolo la massima benemerenza cittadina, il San Giorgio d’Oro, non appena le circostanze lo consentiranno, come segno di riconoscenza dell’intera comunità reggina.
Infine, spazio anche ai saluti istituzionali con il commiato del Questore di Reggio Calabria Salvatore La Rosa, in procinto di assumere la guida della Questura di Messina. Il sindaco Falcomatà ha espresso un sentito ringraziamento per il lavoro svolto a servizio della sicurezza e della legalità, definendo La Rosa «un uomo delle istituzioni», capace di guidare la Polizia di Stato con professionalità, rigore e attenzione al territorio.
«Grazie alla sua azione, i cittadini hanno percepito Reggio come una città più sicura e vivibile», ha aggiunto il primo cittadino, augurandogli buon lavoro per il prosieguo della carriera e rivolgendo un augurio anche al successore, Paolo Sirna, che raccoglierà un’eredità importante costruita negli anni di servizio del Questore La Rosa.
Un mosaico di eventi e testimonianze che raccontano una Reggio Calabria proiettata nel nuovo anno con consapevolezza, partecipazione e fiducia nelle proprie energie migliori.




