Costume e Società

Difesa dell’olio ed educazione alimentare: la strategia di Coldiretti per il futuro della Calabria

Unire la difesa delle produzioni agricole italiane e la formazione delle nuove generazioni è oggi una priorità strategica per il futuro del Paese e della Calabria. È il messaggio che emerge con forza dai comunicati diffusi da Coldiretti Calabria, che affrontano due temi solo apparentemente distanti tra loro: la battaglia contro le importazioni selvagge di olio extravergine d’oliva dall’estero e la necessità di investire sull’educazione agroalimentare fin dalla scuola primaria.
Coldiretti e UNaPrOl lanciano un allarme chiaro e deciso contro l’ipotesi di raddoppiare le importazioni di olio tunisino a dazio zero, portandole fino a 100.000 tonnellate annue. Una scelta definita senza mezzi termini “suicida”, che rischia di infliggere un colpo di grazia ai produttori italiani, già duramente penalizzati da dinamiche speculative. Nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi di olio tunisino in Italia sono aumentati del 38%, mentre i prezzi dell’extravergine italiano sono crollati di oltre il 20%, con una riduzione complessiva che in alcune aree arriva fino al 30%.
Secondo Coldiretti, l’olio tunisino viene oggi venduto sotto i 4 euro al litro, esercitando una pressione al ribasso che costringe molti olivicoltori italiani a svendere il prodotto al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata dal comportamento di una parte dell’industria olearia, accusata di acquistare prodotto estero a basso costo e spacciarlo come made in Italy, invece di valorizzare l’olio nazionale di qualità al giusto prezzo.
Non possiamo permettere che una concorrenza sleale distrugga il mercato dell’olio d’oliva italiano e metta a rischio la salute dei cittadini”, denunciano Coldiretti e UNaPrOl, che annunciano la disponibilità a mobilitarsi con presidi nei porti e nei valichi di frontiera. L’organizzazione chiede inoltre un rafforzamento immediato dei controlli, coinvolgendo ICQRF e Guardia di Finanza, per contrastare pratiche fraudolente già emerse in passato, come nel caso di frantoi fantasma e conferimenti fittizi utilizzati per “regolarizzare” olio che extravergine non è.
Una battaglia che non riguarda solo il reddito degli agricoltori, ma anche la tutela dei consumatori e di uno dei simboli della Dieta Mediterranea, oltre che della cucina italiana riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO. Questo traffico indegno – sottolineano Coldiretti e UNaPrOl – arricchisce solo i margini dell’industria e mette a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole, favorendo un modello di mercato che punta esclusivamente al prezzo più basso. «Combattiamo ogni giorno i trafficanti di olio – afferma David Granieri, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente UNaPrOl – aumentare gli arrivi a dazio zero significa colpire il nostro patrimonio agroalimentare di eccellenza”.
Accanto a questa azione di difesa del made in Italy, Coldiretti Calabria guarda anche al futuro, sostenendo con convinzione la proposta del presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, di introdurre un’ora settimanale di “educazione agroalimentare” nelle scuole, a partire dalla primaria. Un’iniziativa che Vincenzo Abbruzzese, presidente regionale di Terranostra Campagna Amica Coldiretti Calabria, definisce una scelta strategica sul piano politico, culturale ed economico, capace di coniugare istruzione, sviluppo e promozione del territorio.
«Agricoltura e agroalimentare sono pilastri della nostra identità regionale – spiega Abbruzzese – investire nelle nuove generazioni significa formare cittadini consapevoli e allo stesso tempo rafforzare imprese, filiere locali e turismo rurale, valorizzando le aree interne della Calabria, dalla Sila all’Aspromonte». Un progetto che si inserisce nel solco delle attività di educazione alimentare già portate avanti da Coldiretti nelle scuole e che mira a rafforzare il senso di appartenenza e il valore del Made in Calabria, parte integrante del Made in Italy.
Secondo Abbruzzese, educare alla terra fin da piccoli è fondamentale per contrastare la perdita di consapevolezza sulle origini del cibo. «I nostri ragazzi devono sapere da dove vengono i prodotti che finiscono sulla tavola – sottolinea – altrimenti continueremo a crescere generazioni che non distinguono un albero da frutto o pensano che il latte venga dalla centrale del latte e non dall’allevamento». Non un insegnamento tecnico, ma un ritorno alle origini, alla bellezza della campagna e al valore dell’equilibrio naturale.
Difendere l’olio italiano e formare cittadini più consapevoli sono dunque due facce della stessa strategia. Coldiretti Calabria ribadisce che solo unendo controlli rigorosi, trasparenza del mercato ed educazione agroalimentare sarà possibile tutelare produttori, consumatori e identità territoriale, contrastando un modello speculativo che mette a rischio l’intera filiera agricola.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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