Crans Montana: il dolore che chiede verità

La poesia Anime di fuoco si legge come un cammino dentro una notte che non finisce, una notte che continua a bruciare nella memoria di chi resta. È un testo, scritto dalla poetessa Luisa Totino, che non osserva da lontano: entra nel cuore della tragedia di Crans Montana e ne raccoglie le scintille, trasformandole in parole che non consolano, ma illuminano.
Si avanza tra i versi come tra i resti di una festa interrotta. Prima c’erano risate, progetti, quella leggerezza che appartiene solo ai giovani quando credono che il domani sia un diritto naturale. Poi, all’improvviso, la frattura: una scintilla, un attimo, e tutto ciò che era promessa diventa cenere. Totino non cerca metafore morbide: il fuoco è reale, crudele, assoluto. È il simbolo di un destino spezzato, ma anche della responsabilità che arde sulle spalle degli adulti.
La poesia non si limita a piangere. Interroga. Accusa. Ricorda che ogni giovane vita perduta è un fallimento collettivo. “Bruceremo nella coscienza” non è un’immagine poetica: è una sentenza morale. È la consapevolezza che la tragedia non è solo un incidente, ma il risultato di scelte, omissioni, superficialità. La poetessa dà voce a ciò che molti pensano e pochi osano dire: che i ragazzi non sono caduti da soli, che qualcuno avrebbe dovuto custodirli meglio.
Eppure, dentro questo dolore, c’è anche un gesto di custodia. Le anime di fuoco diventano presenza, memoria attiva, un richiamo che non permette l’oblio. Sono giovani che continuano a parlare attraverso il silenzio, che chiedono agli adulti di essere finalmente all’altezza del futuro che loro non potranno più vivere.
Il finale della poesia è un impegno, quasi un voto civile: non dimenticare, non lasciare che quella notte si dissolva come un fatto di cronaca. Totino ci ricorda che la memoria non è un esercizio sentimentale, ma un dovere. E che il futuro — quello dei ragazzi che verranno — dipende dalla capacità di imparare da ciò che è stato perduto.
Buona lettura.
Anime di fuoco
Una notte,
tutta una vita,
risate e gioie a frotte,
ogni sorriso
impresso senza fretta.
Un attimo,
una scintilla
e il futuro s’incendia
come cadente stella,
senza ritorno,
senza un altro giorno.
Giovani ambizioni,
neonate aspirazioni,
nelle fiamme di un rogo
han trovato
un macabro epilogo.
Tutto si è sciolto
nel crepitio ardente,
il domani è stato falciato
da un fendente incandescente.
Nessuna lacrima, disperazione
o sentenza
potrà sanare
l’atroce mattanza.
Anime di fuoco,
bruceranno per sempre,
a ricordarci
che i futuri cittadini
partono dalle responsabilità
dei primi,
di coloro
che avrebbero dovuto
custodire e preservare,
ma han pensato solo
a speculare.
Anime di fuoco
di tutti quei ragazzi
che han perso il varco
verso i loro sogni,
verso possibili impegni.
E tutti noi adulti
bruceremo nella coscienza,
per non aver perso la pazienza,
per non aver avuto
la coerenza di offrire sicurezza
a una spregiudicata
e verace esigenza.
Misera giovinezza,
da un lato eroica,
da un lato eccessiva ebbrezza,
del domani devi aver certezza,
perché è nelle tue mani
che il futuro troverà pienezza.
In ogni tempo
e in ogni passo
che faremo avanti,
non perderemo memoria di voi
in quel triste loco,
anime di fuoco.




