Pino Belcastro chiede alla Regione Calabria di completare la Ferrovia della Sila

L’ex sindaco di San Giovanni in Fiore, Pino Belcastro, affida a una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e agli assessori Gianluca Gallo e Giovanni Calabrese un appello chiaro e articolato sul futuro della Ferrovia della Sila, chiedendo con forza il ripristino dei finanziamenti necessari al completamento della tratta ferroviaria Cosenza–Camigliatello–San Giovanni in Fiore a fini turistici.
Belcastro si rivolge alle istituzioni regionali “in qualità di ex Sindaco e cittadino di San Giovanni in Fiore, profondamente legato al territorio Silano”, spiegando come il tema non riguardi solo un’infrastruttura incompiuta, ma rappresenti una leva strategica per lo sviluppo turistico dell’intera Sila e della Calabria. Al centro della riflessione c’è il progetto di riattivazione dello storico Treno della Sila, avviato durante la giunta regionale guidata da Mario Oliverio.
Nella lettera viene ricordato che una prima parte del progetto era già stata realizzata, con la riattivazione del tratto Moccone–San Nicola e con il finanziamento del segmento San Nicola–San Giovanni in Fiore, sul quale erano persino iniziati i lavori di adeguamento e messa in sicurezza. “I materiali occorrenti erano stati depositati nel piazzale annesso alla stazione ferroviaria di Garga”, sottolinea Belcastro, a dimostrazione di un’opera ormai prossima al completamento.
Un passaggio importante riguarda anche il riconoscimento nazionale ottenuto dalla linea ferroviaria. Grazie a quell’iniziativa, ricorda l’ex sindaco, la Ferrovia della Sila fu inserita, con decreto ministeriale, tra le Ferrovie storiche d’Italia, un titolo che avrebbe dovuto aprire la strada a una piena valorizzazione turistica di “uno dei percorsi ferroviari più suggestivi d’Europa”.
La svolta negativa arriva nel 2023. Con la Deliberazione di Giunta Regionale nº 148 del 4 aprile, le risorse già destinate alla ferrovia silana vengono dirottate verso l’impianto sciistico di Gambarie d’Aspromonte. Una scelta che Belcastro definisce criticabile non tanto nel merito dell’investimento alternativo, quanto nel metodo. “Si poteva e si doveva provvedere utilizzando altri canali di finanziamento, evitando il definanziamento di un’opera già in corso”, scrive, ricordando come allora fosse stato assicurato un rifinanziamento a breve termine che, a distanza di quasi tre anni, non si è mai concretizzato.
Il rischio, secondo l’ex primo cittadino, è che il progetto resti “l’ennesima incompiuta», nonostante manchino “solo pochi chilometri per collegare San Giovanni in Fiore alla stazione di San Nicola e quindi a Camigliatello Silano”. Lasciare l’opera a metà significherebbe, aggiunge, vanificare risorse pubbliche e lavoro già svolto.
Belcastro punta poi il dito sulle promesse disattese, ricordando come anche l’amministrazione comunale avesse più volte rassicurato la popolazione sul completamento imminente della tratta. “Sono passati quasi tre anni e i lavori sono fermi”, mentre nulla è stato fatto per recuperare i fondi sottratti.
Nel merito, la lettera ribadisce il valore strategico del progetto. Il Treno della Sila viene definito “un marchio d’eccellenza”, capace di sostenere un’offerta turistica integrata, con ricadute concrete su economia locale, artigianato e ricettività. Un modello coerente anche con le politiche di transizione ecologica e valorizzazione dei borghi, dal momento che la ferrovia rappresenta “un mezzo non invasivo per promuovere il patrimonio naturalistico del Parco Nazionale della Sila”.
Da qui l’appello finale, formulato “lungi dal voler innescare sterili contrapposizioni politiche”. Belcastro chiede alla Regione di ripristinare con urgenza le risorse, individuando canali di finanziamento che “non mancano”, per completare definitivamente il tratto ferroviario. Il completamento dell’opera, conclude, non sarebbe solo un risultato tecnico, ma “un potente segnale di orgoglio e di spinta alla rinascita per la Sila e per i territori montani”.
La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e con l’attesa di “un positivo riscontro per il nostro territorio”, affidando alle scelte della Regione una questione che, nelle parole dell’ex sindaco, riguarda l’identità, lo sviluppo e il futuro dell’intera area silana.
Foto: lanuovacalabria.it




