Coldiretti plaude alla semplificazione burocratica e condanna un furto di agrumi

Un duplice intervento di Coldiretti Calabria mette in luce, da un lato, un importante passo avanti sul fronte della semplificazione burocratica per le aziende agricole e, dall’altro, la ferma condanna di un grave episodio criminoso che ha colpito un’impresa del territorio reggino, riportando al centro il tema della sicurezza nelle campagne.
Sul piano normativo, Coldiretti Calabria accoglie con favore le novità introdotte dalla recente Manovra finanziaria, che prevedono un’importante semplificazione nella gestione dei rifiuti agricoli. A seguito di un chiarimento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, diventa infatti operativa l’esenzione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI – il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti – non solo per le aziende con un volume d’affari inferiore a 8.000 euro annui, ma anche per tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità.
Un risultato frutto del lavoro portato avanti da Coldiretti nei mesi scorsi con i gruppi parlamentari e il Governo, che consente alle aziende di alleggerire gli adempimenti burocratici senza rinunciare alla tracciabilità. I sistemi alternativi previsti consistono nella semplice conservazione, per tre anni, del documento di conferimento dei rifiuti, all’interno di circuiti e piattaforme di raccolta organizzati. Un modello che valorizza le forme organizzate di raccolta, sostenute dalle Federazioni e realizzate attraverso specifici accordi di programma con le Pubbliche Amministrazioni, confermando l’impegno dell’organizzazione agricola per una sburocratizzazione concreta e funzionale alle imprese.
Accanto a questa notizia positiva, Coldiretti Calabria interviene con forza su un fronte ben più critico, condannando il furto di diversi quintali di agrumi ai danni dell’azienda agricola Tenuta Badia di Rosarno, di proprietà dell’imprenditrice agricola e dirigente di Coldiretti Reggio Calabria Patrizia Carmen Rodi Morabito. Il furto, denunciato alle autorità competenti, sarebbe avvenuto in un periodo non precisamente definito, probabilmente favorito dal maltempo e da momenti di assenza dei titolari.
Il presidente regionale Franco Aceto e il direttore regionale Francesco Cosentini hanno espresso piena solidarietà all’imprenditrice, alla sua famiglia e ai dipendenti, definendo l’episodio “grave e inaccettabile”. «Rubare il frutto del lavoro nei campi significa colpire proprietà, investimenti e futuro, sfruttando chi opera onestamente e con grandi sacrifici», ha dichiarato Aceto, ribadendo l’impegno di Coldiretti a non lasciare soli i propri imprenditori.
Sulla stessa linea Cosentini, che ha sottolineato come la criminalità ai danni delle aziende agricole vada contrastata con determinazione, garantendo maggiore sicurezza a chi produce cibo e presidia quotidianamente il territorio. Coldiretti Calabria ha assicurato che continuerà a seguire con attenzione la vicenda, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine e sostenendo ogni iniziativa utile a difendere legalità, lavoro agricolo e sicurezza, elementi fondamentali per la tenuta economica, sociale e ambientale della Calabria.




