
Un’importante operazione della Polizia di Stato ha segnato nelle ultime ore un nuovo e importante colpo al traffico di stupefacenti e alla criminalità organizzata operante nel territorio crotonese, facendo emergere collegamenti con ambienti criminali della Campania.
Nel corso della mattinata di martedì 13 gennaio, gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Crotone hanno infatti dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani crotonesi, gravemente indiziati del reato di tentato omicidio ai danni di un giovane di origini salernitane, avvenuto nel mese di novembre scorso. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di una complessa e articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento del procuratore Domenico Guarascio.
Il grave fatto risale alla sera dell’8 novembre scorso, in località Farina di Crotone, quando la vittima, un pregiudicato salernitano giunto in città con oltre 3,5 chilogrammi di hashish suddivisi in panetti, venne raggiunta da numerosi colpi di pistola calibro 7,65. L’uomo, colpito in più parti del corpo, fu trasportato d’urgenza all’ospedale Pugliese di Catanzaro, dove venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’estrazione di un proiettile.
Le indagini si sono concentrate fin da subito sul traffico di sostanze stupefacenti e sulla gestione delle piazze di spaccio cittadine, consentendo di individuare un’autovettura che, nella giornata dell’agguato, aveva seguito gli stessi spostamenti del mezzo utilizzato dalla vittima. Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, l’escussione di persone informate sui fatti e attività di intercettazione, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera dinamica dell’episodio, raccogliendo gravi elementi indiziari a carico degli indagati. Le risultanze investigative hanno portato all’emissione delle misure cautelari, inserendosi in una più ampia strategia di contrasto al narcotraffico, vero core business delle organizzazioni criminali attive nel crotonese.
Sull’operazione è intervenuta anche il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha espresso congratulazioni alla Polizia di Stato di Crotone e alla Squadra Mobile per l’arresto dei due presunti responsabili del tentato omicidio. Secondo Ferro, l’azione investigativa, che ha portato anche al sequestro di quasi quattro chilogrammi di droga destinati ai mercati crotonese e campano, rappresenta una chiara conferma della capacità di risposta dello Stato di fronte a gravi episodi criminali e dell’efficacia del lavoro svolto in stretta sinergia con la magistratura.
Parallelamente, nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali, la Polizia di Stato ha eseguito il sequestro di un immobile del valore di circa 240.000 euro riconducibile a un pregiudicato crotonese di 49 anni, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti legati agli stupefacenti. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione su proposta del questore Renato Panvino, è stato eseguito dalla Divisione Anticrimine.
L’uomo era già stato sottoposto in passato alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e vanta condanne definitive, tra cui una sentenza della Corte d’Appello di Firenze a 4 anni e 1 mese di reclusione per detenzione ai fini di spaccio. A suo carico risultano inoltre procedimenti penali ancora pendenti, tra cui uno scaturito da un arresto in flagranza nel 2022, quando nella sua abitazione furono rinvenuti 73 grammi di marijuana e oltre 26.000 euro in contanti, e un altro coordinato dalla DDA di Catanzaro, relativo a un’associazione dedita al traffico di eroina con aggravante della transnazionalità.
Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni posseduti, portando al sequestro di un immobile di dieci vani, per una superficie complessiva di 280 m2, intestato alla coniuge convivente e ritenuto presumibile provento di attività illecite. Anche in questo caso, viene ribadito il principio di presunzione di innocenza, trattandosi di misure e procedimenti di natura provvisoria.




