Gli studenti del Liceo “Zaleuco” di Locri in sciopero per il freddo

È in corso in queste ore uno stato di agitazione degli studenti del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, che questa mattina hanno dato vita a una forma di protesta all’interno e all’esterno della sede scolastica per denunciare le gravi criticità legate al mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento.
Secondo quanto riferito dagli studenti che stanno scioperando la situazione dei termoconvettori sarebbe ormai insostenibile. Dopo un periodo precedente alle vacanze natalizie in cui il riscaldamento veniva acceso regolarmente, seppur in fasce orarie ridotte, dal rientro a scuola gli impianti risulterebbero spesso spenti, rendendo difficoltoso lo svolgimento delle lezioni.
Gli studenti parlano apertamente di condizioni ambientali invivibili, non solo per gli alunni ma anche per i docenti. Il freddo costante, unito all’umidità, avrebbe infatti causato la formazione di muffa sulle pareti e favorito il comparire di insetti nei servizi igienici, aggravando ulteriormente una situazione già critica. “Non riusciamo a stare in classe – spiegano – è una condizione che compromette il diritto allo studio e la vivibilità degli spazi scolastici”.
Da qui la decisione di organizzare una protesta nata su iniziativa degli studenti, sotto l’indirizzo della rappresentanza studentesca e con il consenso della maggioranza degli alunni, con l’obiettivo di far sentire la propria voce e sollecitare una soluzione concreta. La partecipazione si è articolata in due forme: una parte consistente degli studenti ha scelto di non recarsi a scuola, mentre un gruppo compreso tra 60 e 80 ragazzi ha dato vita a un presidio che si trova attualmente all’ingresso dell’istituto.
Nel confronto con la dirigenza scolastica, riferiscono i rappresentanti, il problema sarebbe da ricondurre alle competenze della Città Metropolitana, ente responsabile dell’edificio e degli impianti, nei confronti del quale la scuola avrebbe già effettuato tutte le segnalazioni e i solleciti necessari attraverso i canali ufficiali e con il coinvolgimento del responsabile della sicurezza.
Ma poprio su questo punto si concentra la principale criticità evidenziata dagli scioperanti. Dalla Città Metropolitana, spiegano, non sarebbero infatti ancora arrivate risposte chiare e risolutive, ma solo indicazioni generiche che non consentono di comprendere tempi e modalità di intervento. “Quello che chiediamo – sottolineano – è un confronto reale e una parola concreta su come e quando il problema verrà risolto”.
Lo stato di agitazione, al momento, resta aperto. Gli studenti attendono un riscontro ufficiale e tempestivo, auspicando che dalle interlocuzioni tra scuola e Città Metropolitana emerga finalmente un quadro chiaro della situazione e una soluzione definitiva, capace di ripristinare condizioni dignitose all’interno dell’istituto e garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica.




